Anima – Gate of Memories - Recensione

Siete dei fan di Anima Beyond Fantasy? Non sapete di cosa stiamo parlando? Eppure la serie di libri, miniature e giochi di carte è stata tradotta in cinque lingue ed è disponibile in 20 nazioni in tutto il mondo. Sono infatti i fan ad aver finanziato un gruppo di soli tre sviluppatori a creare il videogioco della serie: Anima – Gate of Memories, Action RPG con lo stile degli anime Giapponesi. Vediamo quindi insieme se il prezzo budget al quale viene venduto riuscirà a soddisfarvi.

La trama in breve

Il gioco si ambienta in Gaia, un’ambientazione anacronistica che unisce un fantasy medievale ad una tecnologia su base magica. Il giocatore controllerà due personaggi, The Bearer, la “Portatrice delle Calamità”, ed Ergo, potente demone intrappolato in un libro. Entrambi agenti di una antica società chiamata Nathaniel, che per secoli ha protetto l’umanità dalle tenebre. Dovremo inizialmente recuperare un artefatto chiamato The Byblos il quale è stato rubato. Tuttavia, durante il nostro viaggio, ci sveglieremo misteriosamente in un’antica torre, dove ad ogni piano corrispondono uscite verso altri mondi. The Bearer ed Ergo dovranno quindi addentrarvisi all’interno ed affrontare numerosi nemici, giocando così un ruolo predominante nella guerra delle ombre che vi si scatena nel mondo.

Alcuni dettagli in più

The Bearer, la Portatrice, non è il suo vero nome, ma semplicemente una sorta di nickname affidatole. Legata indissolubilmente al demone, Il suo compito è quello di portare con sé Ergo, intrappolato in un libro tramite engrammi magici scritti con il sangue. Legare una persona ad un demone porta delle conseguenze. Egli infatti pretenderà un sacrificio, appropriandosi di qualcosa appartenente alla Portatrice, in questo caso il nome. Questa azione porta di fatto a rubare completamente il ricordo che il nome sia effettivamente esistito, così che nessuno possa ricordarlo.

Ergo Mundus è a tutti gli effetti un demone, che in qualche modo riesce a prendere in giro qualunque situazione, persino la propria, facendo spesso anche battute a sfondo sessuale e ricordando costantemente quanto forte lui sia. A conti fatti, è stato tuttavia imprigionato dentro il libro ed affidato alla Portatrice.

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Passiamo al gioco

Entrambi i protagonisti sono connessi tra loro come un’unica entità, ed il giocatore potrà passare da uno all’altro tramite la pressione di un singolo pulsante, facendo uso delle loro abilità e scambiandoli a seconda della tipologia di nemici, fatti di luce o di oscurità, così da poterli sopraffare.

La componente action ha delle buone basi, fornendo diversi modi di approcciare e combattere un nemico. Potremo infatti utilizzare attacchi a distanza, ravvicinati, lanci in alto con conseguente pestaggio aereo, ed attacchi a lunga gittata per raggiungere il nemico.

Nonostante la varietà di attacchi, le combo non funzionano come vorremmo, riducendoci a colpire i nemici utilizzando gli stessi schemi predefiniti, non essendoci infatti delle vere combinazioni tra pulsanti.

È presente un albero delle abilità, selezionabile dal menù di gioco, che ci permetterà di acquisirne di nuove grazie ad i punti esperienza accumulati, tuttavia il sistema di combo rimarrà pressocché invariato, in quanto le varie abilità non sembrano davvero essere in grado di comunicare tra loro, ritrovandoci sempre a svolgere diversi attacchi, come già detto, senza una vera sequenza.

Quel tocco sleale

I combattimenti saranno particolarmente complessi, anche per via di una realizzazione mediocre del sistema di combattimento, e metteranno alla prova il giocatore sfidandolo a schivare, saltare di precisione, e combattere nemici in massa, che spesso ci sovrasteranno in numero e lanceranno attacchi a distanza tutti insieme, interrompendo i nostri attacchi e rubandoci una generosa fetta di salute. Non solo i nemici ma anche il level design andranno a penalizzare gli errori, costringendoci a rifare da capo alcune fasi platform, dove il tempismo e la precisione dei salti e degli attacchi determineranno il successo o il fallimento nel superare una breve porzione di livello portando, neanche a dirlo, incredibile frustrazione.

Quest’ultima farà nuovamente capolino negli scontri tra i boss, i quali metteranno alla prova le nostre abilità tramite combattimenti estremamente sleali dove, se gli attacchi a distanza non fossero già abbastanza meschini, si aggiungeranno i controlli temporaneamente invertiti e lo schermo capovolto, regalando alla nostra tv un incontro ravvicinato del terzo tipo con il joypad.

Nonostante tutto questo non è necessariamente un difetto, quanto un pregio. Non è forse di Dark Souls che la gente si è innamorata per la difficoltà portata dal level design e da un sistema di combattimento sbilanciato? Rimboccatevi quindi le maniche e tentate ancora e ancora, fino a crearvi il vostro stile di combattimento selezionando tecniche e abilità, e padroneggiando entrambi i protagonisti.

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Un ultimo difetto

Purtroppo l’ennesima nota negativa è dettata dalla gestione automatica della telecamera, che sfortunatamente è uno dei punti più deboli del gioco. In particolar modo durante i combattimenti, infatti, si troverà quasi sempre ad inquadrare aree ristrette di gioco, impedendoci la visuale e permettendo quindi ai nemici di sopraffarci.

Estremamente ancorata al personaggio, essa si muoverà costantemente con esso, ad ogni salto e attacco, seguendolo accuratamente, mancando quindi di stabilità e confondendo il giocatore, in particolare nei momenti in cui deciderà di ancorarsi in maniera panoramica dall’alto, o avvicinarsi eccessivamente per non sbattere negli invisibili muri di gioco.

Un vero peccato in quanto graficamente il titolo è davvero piacevole, grazie ad uno stile che si fonde perfettamente con la caratteristica anime del titolo, deliziando gli occhi con architetture fantasy magiche e medievali ed ambienti aperti sovrastati dalla natura. Il tutto gira in maniera estremamente fluida, probabilmente anche grazie alla struttura stessa dei livelli, purtroppo divisi tra loro e per questo motivo inondati di brevi ma tediosi caricamenti.

Conclusione

Anima: Gate of Memories non è un titolo perfetto, ma si rivela comunque godibile e con una componente di sfida non indifferente. I difetti sono ben presenti e marcati, sfociando spesso e volentieri in frustrazione per via della realizzazione grossolana del gioco stesso, che trova il suo apice negli sleali scontri con i boss. Nonostante tutto il titolo merita almeno di essere provato, lasciando a voi ed alle vostre abilità la decisione finale su di esso.

  • Stile anime

  • Ambientazione

  • Trama

  • Realizzazione tecnica

  • Difficoltà eccessiva

  • Frustrante

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