• Genere
    Sport > Basket
  • Publisher
    2K Sports
  • Developer
    Visual Concepts - Kush Games
  • Disponibile per
    PS3 Xbox360
Data rilascio
10/Oct/2008
Disponibile

Recensione di NBA 2K9

01/06/2009 - A cura di
Nata nel lontano 1999 come esclusiva per la sfortunata console Sega Dreamcast, la serie NBA 2k si è sempre contraddistinta per il continuo e disperato tentativo (dagli esiti altalenanti) di riprodurre, il più fedelmente possibile, la realtà di uno sport che fa dell’imprevedibilità e della spettacolarità i suoi punti di maggior interesse: elementi che difficilmente potevano essere implementati in un universo ristretto e rigido come quello videoludico. Nel 2005, il passaggio della serie nelle mani di Take-Two Interactive (che assorbì il team di sviluppo Visual Concepts) ha permesso di fare quel salto di qualità next-gen di cui aveva disperatamente bisogno, grazie anche alle maggiori disponibilità di risorse del nuovo publisher. Nonostante le innovazioni apportate ogni anno e l’esperienza dei suoi creatori, NBA 2k8 era stato oggetto di feroci critiche per alcune scelte coraggiose nella loro finalità di avvicinare l’esperienza di gioco il più possibile alla realtà, ma infelici nella realizzazione tecnica. Visual Concepts è riuscita ad imparare dai suoi errori? Scopriamolo.


NBA: where amazing happens

Il gameplay è sempre stato il punto forte della serie e, fortunatamente, anche nell’incarnazione del 2009 questa regola non viene ignorata: NBA 2k9 è LA simulazione di basket. L’ermetico libretto d’istruzioni (quasi inutile) riesce a dare solo un piccolo assaggio delle possibilità offerte da questo titolo. La complessità dei comandi, seppur ben calibrata, può scoraggiare i neofiti ma, dopo appena poche ore di gioco, permettere a Lebron James di schiacciare in testa a Shaquille O’Neal sarà la cosa più semplice del mondo, grazie all’ottimo lavoro svolto nella mappatura dei comandi. E’ proprio la complessità di quest’ultimi a permettere ad NBA 2k9 di avere quell’imprevedibilità e quella spettacolarità così a lungo ricercate: ora è possibile, per esempio, muovere lo stick analogico destro in una qualsiasi direzione, durante l’esecuzione di un tiro, per evitare di venire intercettati. L’ottima IA degli avversari permette di disputare match senza esclusione di colpi (soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati), dove il sangue freddo dei vostri giocatori farà la differenza tra una vittoria esaltante e una sconfitta umiliante. Anche gli allenatori virtuali, fedelmente riprodotti in campo, sfruttano tutte quelle tattiche (timeout chiamati nei momenti critici, utilizzo panchinari nel garbage time, gestione affaticamento, falli tattici etc…) che rendono il loro lavoro maledettamente stressante. La pessima gestione della difesa nell’1vs1 e l’eccessiva lentezza nella costruzione del gioco, vero tallone d’Achille della scorsa edizione, sono state finalmente eliminate: Lebron non potrà più passare come un “pulmino” (per citare Federico Buffa) su chiunque tenti di fermarlo e Shaq non fermerà con una facilità allarmante tutti i tiratori della vostra squadra. Gli “indicatori di gioco” presenti nelle opzioni permettono di personalizzare la nostra esperienza di gioco andando a modificare tutti gli elementi chiave della simulazione come la velocità di gioco, le percentuali di tiro, la tolleranza ai falli e la frequenza degli infortuni, permettendoci, in definitiva, di vivere l’NBA a modo nostro, secondo i nostri gusti. Permangono alcuni problemi nell’attuazione dei blocchi (spesso i vostri giocatori vi gireranno intorno tentando di fermare il vostro difensore) e nell’aggancio dei difensori, ma queste imperfezioni non alterano in alcun modo un gameplay equilibrato ed altamente spettacolare. Per quanto concerne le modalità di gioco, oltre ovviamente alla partita veloce, è presente la stagione, per vivere un intero campionato con la stessa squadra, i playoff, la sfida delle matricole e l’immancabile allenamento, con la piacevole (seppur superficiale) aggiunta della modalità Blacktop (tornei di street basket di varia natura, dalla gara di schiacciate alla competizione dei tiri da 3). Tuttavia, il vero fulcro del gioco rimane la modalità Associazione (ora ribattezzata Associazione 2.0), in cui dovrete vestire i panni del manager di una squadra e quindi occuparvi sia delle prestazioni in campo che della situazione economica della franchigia, controllando i bilanci, partecipando al draft, organizzando gli allenamenti e gestendo nel miglior modo possibile il vostro staff. Particolarmente interessante è la gestione dello spogliatoio: ogni giocatore pretenderà di giocare il più possibile e toccherà a voi trovare il miglior modo per equilibrare la rotazione delle sostituzioni ed evitare malcontenti che possano influenzare negativamente il rendimento complessivo della squadra (ottimo metodo trovato dagli sviluppatori per evitare la creazioni di squadre all-stars).


Uno show realistico

Graficamente, NBA 2k9 non delude le aspettative. Sfruttando le potenzialità delle console next-gen, questo titolo offre uno spettacolo visivo senza precedenti nel settore: l’ottimo lavoro svolto nella realizzazione dei giocatori , con volti spesso ai limiti del fotorealismo si unisce ad un’eccellente riproduzione delle arene e del pubblico. I movimenti dei giocatori, il loro modo di palleggiare e tirare, le loro schiacciate, le interazioni tra gli stessi e persino il loro modo di esultare: tutto finemente elaborato per rendere l’esperienza più simulativa possibile e mantenere il framerate su livelli sempre ottimali. E’ stato svolto un grande lavoro per rendere le collisioni tra i corpi e la gestione della palla nel modo più realistico possibile: vedere il proprio centro di 2.23 cm al secondo tempo supplementare stremato e pieno di sudore non è mai stato così “reale”. Purtroppo , la genuina qualità visiva del titolo “in campo” stona con la superficiale realizzazione della presentazioni tv che precede le partite (ma i giornalisti sul tavolo T-Mobile che fine hanno fatto?), con un editor facciale da denuncia penale (i giocatori creati non hanno le sopracciglia…) e con una disposizione del menù non impeccabile: imperfezioni sicuramente evitabili anche se poco incisive. La telecamera svolge sempre un ottimo lavoro e la riproduzione delle migliori azioni alla fine di ogni partita è la classica ciliegina sulla torta. L’hardware di nuova generazione sciuramente non è stato ancora utilizzato al 100%, ma non possiamo proprio lamentarci.


Hip Hop rulez

La sensazione di realismo conferita dalla qualità visiva di NBA 2k9 è esaltata da un comparto audio di grandissimo livello. Il caos della folla, le urla dell’allenatore, le grida dei giocatori, la voce dello speaker: dimenticherete di avere un freddo controller tra le mani e vi sembrerà di essere in campo con i vostri compagni a giocarvi il tutto per tutto. Molto gradita la possibilità di configurare l’audio in campo per privilegiare la modalità di partecipazione che preferite: oltre all’impostazione manuale (potrete aumentare il volume del pubblico, dello speaker etc…) , potrete scegliere tra vari settagli di default (in panchina, in campo, sugli spalti o diretta tv). Il commento della partita (rigorosamente in inglese), affidato al trio Cheryl Miller, Clark Kellogg e Kevin Harlan, svolge sempre il proprio compito in maniera più che soddisfacente. Ad eccezione del commento tecnico, il resto del gioco è completamente localizzato in italiano, anche se si riscontrano grossolani errori di traduzione e frasi non tradotte per niente. La colonna sonora, rigorosamente hip hop, contiene 25 tracce provenienti dagli artisti più disparati (tra cui spiccano N.E.R.D., Beastie Boys e The Cool Kids per citarne alcuni) ed è perfettamente coerente con lo spirito di questo titolo.


“Se incontri Buddha sulla strada, fagli mangiare la palla"

Il nuovo comparto multiplayer di NBA 2k9 è senza dubbio la principale fonte di innovazione di una serie che ormai non può prescindere da una componente fondamentale come il match online. Il titolo di Visual Concepts, oltre ad offrire il solito binomio di incontri pubblici e partite private, regala a noi giocatori l’interessante modalità 5 vs 5 (simile per impostazione al 10 vs 10 di FIFA 09) , che si rivela il vero asso nella manica di questa simulazione. A differenza del titola EA , in NBA 2k9 i ruoli e quindi i giocatori da utilizzare nella suddetta modalità sono scelti casualmente e lo stesso discorso vale per le squadre in campo (evitando, di fatto, 4000 incontri tra i Boston Celtics e i Los Angeles Lakers): una scelta obbligata vista anche la possibilità di entrare nel quintetto 2k che riunisce i più bravi giocatori del Live. Nelle partite online fortunatamente non si riscontrano problemi di lag, salvo eccezioni sporadiche nel 5 vs 5. La longevità del titolo è impreziosita anche dalla funzione del Living Roster, che permette di aggiornare in tempo reale le rose delle franchigie NBA e le statistiche dei giocatori con cadenza quasi settimanale: peccato per l’impossibilità di importare (come nei vecchi titoli) i giovani talenti di College Hoops 2k per rendere i draft ancora più realistici. Originale l’implementazione della funzione 2k share, che permette di condividere replay, giocatori creati e team personalizzati con altri utenti della rete.


“Tra gli spost al chiuso il basket è il secondo più eccitante: il primo non dovrebbe avere spettatori"

Se avete ancora la maglia numero 23 dei Chicago Bulls appesa in camera e custodita meglio della sacra sindone, se rimanete svegli come dei vampiri per assistere in diretta alle partite dei vostri campioni preferiti, se pensate che non si può vivere di solo calcio (tra i vari sport made in USA il basket rimane il più accessibile visti i tecnicismi di Madden e company) o se, semplicemente, volete sentire cosa si prova ad essere in svantaggio di un punto a 7 secondi dalla fine con la folla che freme per un vostro tiro, NBA 2k9 è il gioco che fa per voi.

PRO
• Grafica dettagliata ed animazioni molto fluide;
• Comparto audio da urlo;
• Gameplay vario e profondo;
• Modalità Associazione 2.0 coinvolgente ;
• Multiplayer online appassionante;
• Aggiornamenti settimanali delle franchigie.

CONTRO
• Presentazioni TV migliorabili;
• Editor facciale scandaloso;
• I movimenti richiedono pazienza per essere padroneggiati;
• Imperfezioni nella localizzazione.


89
GRAFICA
90
SONORO
80
INNOVAZIONE
90
LONGEVITA'
80
GIOCABILITA'
91
MULTIPLAYER/ ONLINE
88
0
Guida ai commenti
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