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  • Genere
    Azione > Avventura
  • Publisher
    Electronic Arts
  • Developer
    EA Games
  • Disponibile per
    PS3 Wii Xbox360
Data rilascio
03/Jul/2009
Disponibile
0
A+ A-

Recensione di Harry Potter e il Principe Mezzosangue

06/08/2009 - A cura di Con l’arrivo nei cinema di un sesto capitolo della saga fantasy più amata del secolo, non poteva mancare una trasposizione video ludica che permettesse di vivere in prima persona le vicende del maghetto di Hogwarts. Sviluppato dal Bright Light Studio di proprietà della Electronic Arts, il principe mezzo sangue riprende un impostazione molto simile a L’ordine della fenice, riadattando un rodato gameplay in funzione delle necessita del nuovo titolo. Apriamo le porte dell’ Accademia dei maghi e preparatevi a stupirvi. Stupeficium!


Il principe mezzo sangue

Harry è tornato per un nuovo anno scolastico all’accademia dei maghi e come ogni anno avrà la sua gatta da pelare. Durante una "lezione di pozioni”, tenuta dal nuovo professore Lumacorno, il giovane maghetto si trova tra le mani un libro che sembra essere appartenuto al misterioso Principe mezzosangue. Le sue proprietà fantastiche e la precisione delle ricette conferiranno a Potter la capacità di creare intrugli miracolosi, fuori dalla portata degli altri studenti. Toccherà al nostro beniamino scoprire l’identità dell’autore e destreggiarsi tra le nuove insidie tesegli dai temibili mangiamorte.


Hogwarts

Da un videogame che trae spunto da un film con un alto tasso di effetti speciali e un mondo fantasy tra i meglio costruiti della letteratura ci saremmo aspettati quantomeno lo sforzo di rendere l’atmosfera e la sensazione d’incanto. La sorpresa è invece tutt’altro che positiva. Hogwarts è la stessa di sempre in tutto e per tutto, caratterizzata da una modellizzazione pessima, da texture low res e dalla presenza massiccia di luci incapaci di restituire una luminescenza accettabile. Al primo impatto già poco positivo si aggiunge, dopo poche ore di gioco, la frustrante sensazione di finzione che pervade il titolo: animazioni legnose ed imprecise, modelizzazione dei personaggi pessima e sommaria e dettagli pressoché inesistenti. I protagonisti sono giusto abbozzati quanto basta per essere riconoscibili, cosi come le stanze delle accademie, mentre il paesaggio visibile dai bastioni è un pugno nell’occhio. Inesistente qualsiasi tipo di vegetazione degna di questo nome negli esterni che sono caratterizzati da spruzzate di verde ed un design che modella esclusivamente le strade percorribili. L’impatto visivo è tutt’altro che affascinante.

A questo va aggiunto una totale mancanza delle qualità filmiche che un tie-in di solito porta con sé. Le cut-scene sono appiccicate e realizzate con un rendering inferiore a quello del motore di gioco. La storia è tagliata arbitrariamente e procede quasi in fast-forward. Per chi non ha visto il film o letto il libro sarà ulteriormente difficile seguire la povera linea narrativa per la quantità enorme di dettagli dati erroneamente per scontati. Il pathos è cancellato dalla mancanza di animazioni facciali degne di questo nome, da un doppiaggio fuori syncro e da un ventriloquismo fuori luogo ( intere sequenze, anche cruciali, senza neanche l’abbozzo di lips-sync).


Ocus pocus

Il gameplay del titolo è fondamentalmente tripartito e chiuso da una grossa cornice:ad una fase esplorativa nell’accademia fanno da aggiunte tre modalità di sfida che si ripetono incessantemente e sempre uguali a se stesse. Harry avrà la possibilità di: duellare, creare pozioni ed allenarsi nel quidditch.
La fase esplorativa ci permetterà di spostarci da una sfida all’altra attraversando i cortili e i corridoi di Hogwarts. Durante il tragitto potremo collezionare una serie di stemmi che in parte andranno sbloccati utilizzando specifici incantesimi: con lo stick destro controlleremo la bacchetta che potrà riparare, spostare o bruciare gli oggetti a seconda delle oscillazioni che creeremo. E’ l’unico e riduttivo utilizzo delle proprietà magiche della bacchetta in modalità esplorazione.

Guidati dal fantasma Nick quasi-senza-testa che ci farà da navigatore, arriveremo a destinazione in una delle sale dell’accademia dove dovremo confrontarci con la sfida proposta. Gli allenamenti di quidditch (o la partita visto che gli sviluppatori hanno pensato bene di non differenziare le due modalità se non con il nome) ci porteranno a svolazzare in sella alla nostra scopa. L’obiettivo è attraversare una serie di enormi stelle luminose, inseguendo il Boccino d’oro, entro un tempo limite. La semplicità della sfida è aumentata dalle sterzate automatiche della scopa e da un range temporale eccessivo. La creazione delle pozioni,invece, ci costringerà a seguire il libro del principe mezzosangue per dare vita a miscugli portentosi. Lo scopo è creare senza affumicare: su un tavolo avremo a disposizione una serie di ingredienti che dovremo versare nel calderone seguendo la ricetta che scorre sul lato sinistro dello schermo, in caso di errore si solleverà un fumo densissimo che dovremo diradare premendo freneticamente e alternatamente i dorsali. La difficoltà maggiore, più che nel limite di tempo, è nella pazienza che dovremo avere per seguire con infiniti gesti ripetitivi le ricette più lunghe.
Ad alternare le due modalità ci saranno i duelli. Spesso incapperemo nel bullo di turno o in un mangiamorte che tenteranno di farci fuori. Harry impugnerà la sua bacchetta e dovrà cercare di sconfiggere l’avversario utilizzando con sapienza gli incantesimi di attacco e quelli di difesa. Progredendo nella storia avremo la possibilità di aggiungere magie al nostro grimorio, aumentando la varietà degli scontri altrimenti che risultano comunque monotoni. La poco stimolante A.I. sarà archiviabile facilmente utilizzando un bel frag di Stupeficium.
Per aumentare leggermente la longevità gli sviluppatori hanno pensato bene di introdurre una modalità Club che ci permetterà di rigiocare le sfide in progressione. Un aggiunta che sicuramente non rientra tra i pochissimi pregi del titolo.


Cruciatus

Il principe mezzo sangue non si solleva dalla massa dei tie-in pessimamente realizzati. La sua longevità è puramente indicativa: dopo un paio d’ore avremo spinto a fondo il semplicistico gameplay senza stimoli per andare avanti.. La mancanza di atmosfere e la narrazione cannibalizzata allontanano sia il casual che il fan accanito della serie, restringendo il target ai Potter addicted. Vi consigliamo vivamente di acquistarlo e regalarlo subito al vostro peggio nemico.

50
GRAFICA
40
SONORO
60
INNOVAZIONE
50
LONGEVITA'
50
GIOCABILITA'
50
0

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