• Genere
    Azione > Hack and Slash
  • Publisher
    Koei
  • Developer
    Omega Force
  • Disponibile per
    Xbox360
Data rilascio
21/Sep/2007
Disponibile

Recensione di Warriors Orochi

21/09/2007 - A cura di

Mitologia e storia sono, per KOEI, inesauribile fonte d’ispirazione per le sue creazioni videoludiche, fin dai tempi (1988) di Nobunaga’s ambition, strategico a turni con visuale dall’alto. Una decina di anni dopo il publisher giapponese trova fortuna nel genere action, dando vita alla serie Dinasty Warriors e successivamente a quella di Samurai Warriors, attingendo dall’epico romanzo cinese de I tre Regni e dal Sengoku, l’era feudale giapponese delle guerre civili. Oggi KOEI tenta di stupire con Warriors Orochi, crossover delle due famose saghe, realizzato dal team omega force.


Spaziotempo

Un breve filmato svela la trama ordita dal Re serpente Orochi: creando una frattura nel tessuto spazio-temporale, trasporta in un unico mondo i guerrieri leggendari della Cina dei tre regni e del Giappone feudale, con lo scopo di sfidare chi si rivelerà il più forte dopo aspre battaglie. Per lanciarci in battaglia contro il temibile serpente possiamo attingere a ben quattro armate: i Wu, gli Shu, i Wei e i samurai giapponesi. Governando questi guerrieri avanzeremo di livello in livello, sbloccando tutti i personaggi (ben 77, un'infinità!), abilità aggiuntive per ognuno di loro e gli artworks che hanno preceduto la realizzazione del gioco. Sconfiggere centinaia di avversari in battaglia è fondamentale per l' evoluzione di livello dei nostri protagonisti: quest' aspetto ci obbliga a gestire strategicamente l'utilizzo di diversi personaggi durante lo svolgersi dell' avventura, in modo da non trovarsi nei livelli più avanzati con un solo guerriero all' altezza della situazione. Ci aiuta la novità costituita dal "team battle system", che ci permette di selezionare un party di tre eroi provenienti da qualsiasi dei quattro schieramenti militari, intercambiabili durante la battaglia premendo LT o RT. Per arrivare alla resa dei conti con Orochi dobbiamo affrontare una quindicina di scenari per ogni campagna, scenari che presto si dimostreranno strutturati in modo identico l’uno con l’altro: uccidere le guardie, difendere e conquistare punti strategici, sconfiggere i boss è tutto quello che dobbiamo fare. Se la ripetitività e la monotonia regnano e crescono in modo esponenziale dopo ogni livello, stessa cosa si può dire dei personaggi: le decine di armi, attacchi speciali e abilità falliscono nel tentativo di diversificare gli eroi, tutti troppo simili e pessimamente caratterizzati; non aiuta il nuovo "weapon fusion system", la possibilità di fondere le armi per aumentarne la forza ditruttiva. La varietà dei nemici è molto scarsa e l’ IA che li anima è talmente bassa che li porta a compiere azioni stupide e ripetitive anche ai livelli più difficili; le cose non migliorano affrontando i boss, assolutamente privi di carisma e difficilmente distinguibili durante l’azione concitata della battaglia. Giocando si dimentica subito il pulsante della guardia e si va avanti premendo ripetutamente il pulsante A per l’attacco normale e qualche volta i pulsanti Y e RB per gli attacchi speciali: troppo semplicistico anche per un action senza pretese tecnico-tattiche come è WO. Chi vuole sbloccare tutti gli obiettivi dovrà impegnarsi una ventina di ore circa, magari senza pensare agli ultimi giochi acquistati, altrimenti l’impresa diventa impossibile. Non esiste nessuna modalità di gioco online ma potremmo convincere qualche amico ad affrontare lo story mode in modalità cooperativa, nel tentativo di trovare qualche attimo di divertimento, ma il rischio è che se ne vada presto senza salutarci…


Grafica

Una volta caricato il gioco, è difficile credere a quello che si muove sullo schermo: inutile accertarsi su quale console sia accesa e sperare di aver avviato la vecchia ps2. Dopo aver selezionato il nostro party in dei menu scomodi e poco intuitivi, selezionato i costumi dei personaggi senza la possibilità di vederli in anteprima, ci troviamo nel campo di battaglia: le ambientazioni sono poverissime e prive di quell’ atmosfera che dovrebbe invece distinguere un titolo d’ispirazione storica, il clipping è gestito in modo scandaloso, facendoci vedere porzioni enormi di fondale costruite un po’ alla volta; le textures che ricoprono i pochi poligoni dei nemici sono disegnate approssimativamente e con scarsissima fantasia. Le scene di intermezzo che a fatica svelano la trama scontata, sfruttano il motore poligonale del gioco e sono quanto di peggio si sia visto per le console di nuova generazione, wii compreso. Le uniche note positive sono costituite dagli eccellenti effetti luce che esaltano le mosse speciali a dalle generale fluidità dell’azione: i rallentamenti sono rarissimi anche nei momenti di maggiore affollamento e tutto sembra muoversi a costanti 30 frames al secondo. Il gioco supporta solo la modalità 60hz e, per chi ha la fortuna di possedere un TV full hd-ready, la risolozione 1080p, poi cosa ne faccia WO è un mistero.


Sonoro

Chi si aspetta una colonna sonora all’altezza della tradizione orientale, rimane sbigottito dopo aver ascoltato dieci secondi del terrificante pezzo techno che potrebbe accompagnarci imperterrito in tutti gli scenari de gioco, se non ci fosse l’apprezzata possibilità di disattivarlo. Gli effetti sonori sono ben realizzati e ,alla fine, rappresentano l’unico elemento del gioco che ci fa sentire dentro un vero campo di battaglia; possiamo scordarci anche le lingue originali: il doppiaggio è in inglese e sembra realizzato da due o tre doppiatori al massimo, a fronte di decine di personaggi diversi, protagonisti del gioco.


Innovazione

Omega force ha pensato di rinnovare pochissimo il suo brand più importante, limitandosi ad introdurre i sopra citati "team battle system" e il "weapon fusion system". Queste novità sono frustrate da una pessima caratterizzazione sia dei personaggi che della moltitudine di armi a disposizione. Niente di diverso per quanto riguarda la giocabilità, che rimane ancorata fedelmente a obsoleti clichè.


Conclusioni

Warriors orochi è l’ennesimo titolo clone pubblicato da KOEI negli ultimi anni: dietro un apparente originalità si nasconde una trama zoppicante e mai coinvolgente, il gameplay è lo stesso da tre generazioni di console (Dinasty Warriors ha esordito nel ‘97) e ormai ha stancato anche i patiti del genere action e dei fighting games. La realizzazione tecnica è il risultato di un porting da un discreto motore grafico, ma sviluppato per una console, la PS2, vecchia di dieci anni: inutile mascherarlo con l’alta definizione. Solo i fan accaniti delle serie targate omega force possono prendere in considerazione l’acquisto di un titolo così mal realizzato

PRO 

  • 77 personaggi disponibili
  • effetti luce delle mosse speciali
  • buona fluidità dell'azione


CONTRO 

  • gameplay monotono e ripetitivo
  • realizzazione tecnica pessima
  • trama scontata
  • online assente
40
GRAFICA
45
SONORO
50
INNOVAZIONE
50
LONGEVITA'
50
GIOCABILITA'
50
0
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