• Saga / Serie
    Magic: The Gathering: Duels Of The Planeswalkers
  • Genere
    Casual > Carte e Tavolo
  • Publisher
    Stainless Games
  • Developer
    Wizards of the Coast
  • Disponibile per
    Xbox360
Data rilascio
17/Jun/2009
Disponibile

Recensione di Magic: The Gathering: Duels Of The Planeswalkers

08/09/2009 - A cura di
C'erano una volta le figurine Panini, che per decenni hanno accompagnato sia le vecchie che le nuove generazioni. Quanti pomeriggi trascorsi a cercare di convincere l'amichetto di turno a concludere uno scambio che a noi sembrava vantaggioso... e quanti litigi per il compagno di classe sleale che provava a sottrarci parte dei nostri mazzi di doppie!
In questa sorta di festival del collezionismo la parte più divertente era proprio lo scambio e la ricerca allo scopo di riempire gli immancabili buchi sull'album, tradizione che si ripeteva ogni anno.
La cosa triste, sicuramente notata da chiunque abbia avuto a che fare con le figurine adesive, è che solo i collezionisti più assidui hanno tratto un divertimento duraturo da tali raccolte, infatti il 90% degli album, una volta finiti, finivano a prendere polvere e venivano così buttati via da mamme esasperate.

Ventinove anni or sono Richard Garfield, un matematico statunitense, decise probabilmente di creare una collezione con la capacità di divertire ed essere "utile" al possessore per molto tempo. Passarono circa quattordici anni da quando Richard del 1980 iniziò, come studente, ad immaginare il gioco e ciò che ne scaturì è ancora oggi il manifesto universalmente riconosciuto dei giochi di carte collezionabili: Magic: The Gathering (l'Adunanza in Italia).
L'idea di base è semplicissima: affiancare al semplice collezionismo anche una struttura ludica realizzabile con le carte possedute che andasse ben al di là di un banale "side game". Magic infatti non è solo collezione o gioco, è entrambe le cose contemporaneamente e nessun "adepto" riesce a sottrarsi da questo perfetto intreccio: la collezione è difatti necessaria per sconfiggere gli avversari e il gioco si rivela indispensabile per conoscere altre persone con le quali effettuare scambi o acquistare nuove carte.
Insomma, Garfield riuscì a creare un gioco da cui non si poteva fuggire, con infinite possibilità di sviluppo, che ancora oggi garantiscono a Magic una costante evoluzione che ovviamente, specie ai giorni nostri, non ha potuto tralasciare il mondo dei videogame. La stessa Wizard (la casa che produce e distribuisce) ha da tempo creato Magic Online, un videogioco che ricrea fedelmente il Magic reale con tanto di compravendita di carte e tornei ufficiali. Tale soluzione, però, oltre ad essere a pagamento, era adatta quasi esclusivamente a persone molto esperte o a veri e propri nerd del settore, mentre coloro che volevano soltanto fare qualche partita e che non avrebbero mai speso centinaia e centinaia di euro, sceglievano soluzioni open-source, di fatto castrate sia dal punto di vista grafico che tecnico e pertanto lontanissime dal gioco reale.
Ed è qui che la sempre più grande diffusione delle console di nuova generazione entra in gioco; la piattaforma Xbox 360 è semplicemente perfetta per ospitare un gioco dedicato a Magic ed è in grado, tramite Live, di ricreare la sfida e la tipica atmosfera tra diversi giocatori sparsi per il globo. Di certo Wizard non poteva lasciarsi scappare l'occasione, creando Magic: The Gathering Duel of the Planswalker.


Magic a schermo? Non proprio.

Come ci si aspetta da un prodotto ufficiale Wizard of the Coast, questo titolo si basa su tutte le meccaniche proprie di Magic e le segue in modo fedele, anche se, essendo basato sull'ultimissima revisione di regole uscita, alcuni, specie i veterani di magic potrebbero trovarsi spiazzati da alcune azioni permesse o vietate; questo perchè, il set di regole uscito insieme alla nuova espansione ha, oltre all'aggiunta di alcune tipologie di carte, rimescolato alcune meccaniche da tempo invariate e assimilate dai giocatori.
La base su cui poggia Magic rimane però la stessa. Da sempre i giocatori hanno avuto a disposizione creature da evocare con le quali attaccare l'avversario, stregonerie in grado di fare danni o distruggere le armate nemiche, incantesimi capaci di ribaltare le sorti delle battaglie e addirittura istantanei (magie veloci) creati per anticipare le mosse del giocatore posto di fronte a noi.
Ebbene tutto ciò è presente in Duels of the Planswalker, regolato dall'ormai collaudato sistema del mana: in pratica ogni giocatore ha bisogno di una sorta di energia mistica per evocare le sue creature o lanciare qualsiasi incantesimo, energia che viene fornita dalle terre (carte che rappresentano un particolare terreno tra montagne, pianure, paludi, isole e foreste), ognuna delle quali provvede a fornire una unità di mana di un determinato colore.
Tramite questa sorta di potere il giocatore può quindi portare avanti la sua strategia al fine di sconfiggere l'avversario. Se il sistema è fedele alla controparte cartacea del gioco è proprio qui che i primi scricchiolii iniziano a farsi sentire: nella realtà il giocatore può usare le terre che preferisce per lanciare un attacco (a patto di aver soddisfatto i requisiti scritti sulla carta), cosa invece non possibile in questa versione virtuale, per cui il gioco provvederà da solo a usare le terre quando si cliccherà su una carta presente nella nostra mano. Se ciò facilita e velocizza il gioco, rende di fatto impossibile qualsiasi strategia legata alle carte possedute, in quanto attingendo a caso al mana disponibile ci precluderà moltissime mosse che la nostra intelligenza aveva previsto. E se un problema è legato alle scelte fatte per l'immediatezza del gioco, facilmente non sarà da solo.
Come abbiamo detto in apertura, Magic non è mai stato solo gioco o solo collezione: trovare le carte, costruirsi da soli il mazzo e utilizzarlo sono tre legami indissolubili. E proprio nella creazione del mazzo il giocatore tipico di Magic dilapida moltissimo tempo: ecco che vien fuori il secondo incredibile limite di questo Duel of the Planswalker. Gli sviluppatori, infatti, non hanno in alcun modo inserito un editor di creazione di deck (mazzi) personalizzati; l'unica cosa che ci viene permessa è l'inserimento di alcune carte sbloccabili, aggiunte che servono a poco e senza possibilità di rivoluzionare le nostre strategie. Tali mancanze, legate ad una IA strana, minano l'appetibilità del titolo a una specifica parte di utenza.
Durante la modalità campagna, indispensabile per sbloccare carte e potersi quindi cimentare tramite Xbox Live con avversari reali, i nostri avversari saranno incredibilmente avvantaggiati da una successione perfetta fra terre e carte di attacco, mentre le nostre pescate saranno accomunabili, come probabilità, a quelle che avremo giocando con un mazzo reale e tangibile. Ma tale vantaggio deve essere parso evidente anche agli sviluppatori che pertanto si rivelano colpevoli di aver instupidito le strategie di gioco avversarie: alcune volte faranno errori incredibili, regalandoci di fatto la vittoria, cosa abbastanza fastidiosa. Sarebbe senz'altro stato più stimolante avere avversari forti ma senza vantaggi da baro di poker.


Semplici carte

Se in questa generazione le discussioni sulla grafica sono all'ordine del giorno, viene un po' difficile parlare di impatto visivo su un titolo di carte da gioco. Giusto e sbagliato allo stesso tempo, certamente Duels of the Plasnwalker non ha una grafica che lascia a bocca aperta ma è anche vero che un gioco che punta ad essere fedele alla sua controparte reale non può strafare. Siamo ben lontani dalle carte che evocano colossi in grado di uccidere i giocatori come in YU-GY-OH, qui si parla di semplici rettangoli di cartoncino senza potere alcuno. Ebbene, da questo punto di vista il titolo è senza ombra di dubbio il miglior titolo dedicato a Magic uscito finora.
Il tavolo da gioco è completamente visualizzabile in qualsiasi momento: è permesso lo zoom su tutte le carte, anche quelle avversarie, in modo da avere ben presenti tutti gli effetti correlati alla loro entrata in gioco. Le animazioni degli attacchi sono sobrie e le fasi dei turni sono sempre ben comprensibili.
Insomma, un "simulatore" di Magic da cui si può chiedere ben poco di più.


Vorrei essere sordo

Svariate teorie scientifiche affermano che alla perdita o al peggioramento di uno dei cinque sensi ve ne sia un altro che si acuisce: Magic in parte lo conferma.
Abbiamo già detto che graficamente il gioco è buono e che non si potrebbe chiedere di più, almeno senza snaturarlo. Paragonando suddette teorie al gioco si potrebbe dedurre che il sonoro sia un po' sottotono. Niente di più sbagliato, il comparto audio non è mal realizzato, è semplicemente inesistente. Gli effetti sonori che evidenziano l'effetto di un attacco o il lancio di una magia sono a dir poco imbarazzanti e pessimi; si sarebbero potuti facilmente inserire suoni come il clangore di spade, nel caso la creatura attaccante fosse uno spadaccino, o un ruggito nel caso di una belva feroce, invece no, i pochi suoni presenti si limitano a una scarica elettrica o rumori sordi e secchi e spesso indecifrabili. Probabilmente non inserirli del tutto sarebbe stata la scelta migliore. L'assenza di musiche di sottofondo è davvero pesante, con la conseguenza che il titolo dopo poco inizia a stufare e non fa nulla per rendere più agevole lo scorrere del tempo.


Enjoy Live

Se giocando da soli tali mancanze diventano spesso insostenibili, il cuore del gioco, cioè l'online, fortunatamente ne risente poco. Grazie anche all'ottimo servizio di chat fornito da Xbox Live potremo passare sopra alle mancanze sonore e discutere con l'avversario proprio come se fossimo seduti a un vero tavolo da gioco.
Il matchmarking è altrettanto ottimo e le partite vengono trovate molto rapidamente, complice anche la notevole presenza di giocatori.
Solo due cose sono richieste per poter usufruire a pieno della modalità online: aver sbloccato tutte le carte segrete e molta, molta pazienza. Se la ragione della prima è chiara e legata alla disparità di forza tra un mazzo base e uno integrato, la seconda è meno evidente e legata alla poca sportività degli avversari, sempre pronti a disconnettersi poco prima di perdere. La mancanza di punizioni si fa sentire e speriamo vivamente che un intervento di Wizard o Microsoft in questo senso non tardi ad arrivare.


Noob tutorial, nulla di più

Al di là di Magic Online (servizio ufficiale e a pagamento di Wizard) non esiste nulla che sia più vicino al gioco reale. Nonostante ciò Duels of the Planswalker fatica ad essere un buon titolo in ottica generale; se per i neofiti o per coloro che considerano Magic alla stregua di una partita a Uno il titolo è appetibile e in grado di far apprendere velocemente le complesse meccaniche di gioco, per i più esperti l'appeal è nullo.
L'impossibilità di creare un mazzo, la presenza di carte estremamente limitata e il banale sistema del mana decisamente poco funzionale, rendono questo titolo consigliabile solamente a chi di Magic sa poco o nulla. Chiaramente Wizard punta molto sul suo servizio online, ma avere un gioco che comprenda tutte le carte (o quasi) uscite fino ad oggi, con la possibilità di mescolare le espansioni, resta ancora una volta per gli appassionati un sogno, un sogno che speriamo si realizzi presto.

75
GRAFICA
65
SONORO
70
INNOVAZIONE
70
LONGEVITA'
75
GIOCABILITA'
90
MULTIPLAYER/ ONLINE
74
0
Guida ai commenti
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