17/10/2009 - A cura di
Se c'è uno sport capace di incollare milioni di italiani al televisore, quello è il calcio.
Che sia una delle passioni più in voga nel Belpaese non è
affatto un mistero, tutt'altro. Basti pensare che tale
“passatempo” riesce persino a contaminare il settore
dell'intrattenimento digitale in modo deciso e rigorosamente puntuale.
Ogni anno, infatti, la stagione videoludica autunnale si apre con
l'ennesimo dibattito in grado di generare addirittura accese diatribe
tra diversi giocatori. L'interrogativo chiave è sempre lo
stesso: chi reggerà stavolta lo scettro del calcio virtuale?
A tal proposito l'ormai rinomato brand che porta la firma di Electronic Arts,
ha subito nel corso degli anni una progressiva metamorfosi, muovendo
passi da gigante e rivoluzionando il gameplay anno dopo anno.
Cavalcando questo trend, il concept di gioco appartenente alla serie FIFA,
che vide la luce per la prima volta nel lontano 1993, è stato
quindi protagonista di grosse attenzioni da parte degli sviluppatori, i
quali si sono posti come obiettivo la creazione della simulazione
calcistica perfetta.
Già lo stesso predecessore, FIFA 09,
fu splendidamente accolto dalla critica e suscitò il senso di
stupore persino di diversi detrattori, che da sempre erano rimasti
fedeli alla concorrenza. I talentuosi ragazzi di EA Sports,
rivolgendosi ai numerosissimi fan, lanciarono pure un verosimile
pronostico indicando l'edizione 2010 come quella che sarebbe stata
più vicina alla perfezione e di conseguenza alla realtà.
A questo punto vi starete chiedendo se FIFA 10 abbia rispettato
tali aspettative e se, e quanto, ci sia andato vicino. Per scoprirlo
non vi resta che procedere con la lettura. Seguiteci.
Sessione di allenamento
Una volta lanciato il gioco ci troviamo di fronte alla tipica
interfaccia grafica già sperimentata nei precedenti capitoli,
sebbene i menu presentino alcune modalità inedite di cui vi
parleremo più avanti.
Al primo accesso, prima di scendere in campo, ci viene chiesto di
impostare alcuni parametri quali la difficoltà di gioco e la
configurazione dei tasti, anche stavolta del tutto personalizzabili.
Chiunque abbia avuto a che fare con il predecessore si sentirà
già a casa, cominciando a muovere i primi passi nell'ormai
arcinota arena che, per chi non lo sapesse, sostituisce di fatto le
tradizionali schermate di caricamento pre-partita e ci consente di
allenarci nei cosiddetti “tempi morti”. Una chicca
interessante dell'arena di quest'anno, oltre all'utile partita di
allenamento, è l'invitante possibilità di mettere a punto
e registrare innumerevoli schemi da calcio piazzato. È
sufficiente selezionare una sezione del campo ed agire sui singoli
giocatori spostandoli sul terreno di gioco quasi come fosse una
scacchiera, procedendo poi alla verifica dell'azione stessa. Mettere in
atto ciò che avremo sperimentato durante queste sessioni
potrebbe rivelarsi di fondamentale importanza, soprattutto qualora
volessimo sorprendere un avversario umano tanto motivato a batterci.
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Navigando tra i menu, potremo intervenire sulle ormai consuete
impostazioni atte a riprodurre l'esperienza di gioco più
simulativa possibile. Possiamo infatti scegliere se attivare o meno
degli aiuti che andranno a modificare l'esecuzione dei cross, dei tiri
e dei passaggi. Di default troveremo quasi tutto impostato su assistito,
il che non è assolutamente un male, soprattutto nel caso
vogliate prima prendere un po' di confidenza con i comandi e le
meccaniche del gameplay. Tuttavia, vi assicuriamo che la vera anima del
“calcio giocato” prenderà vita solo quando avrete
settato tutto su manuale, garantendovi in tal senso sia una
maggiore difficoltà che un sistema di gioco più completo
ed appagante. Non vi resta che smanettarci e trovare il giusto
compromesso.
Si scende in campo
Scesi in campo per disputare la prima partita ci si accorge sin da
subito quanto siano state affinate le animazioni dei giocatori: i
movimenti ci appaiono adesso più sciolti e verosimili,
lasciandosi alle spalle quella compromettente legnosità e
“lentezza” presente nello scorso capitolo. Ne deriva una
più immediata reattività dei comandi impartiti ed una
più intuitiva costruzione dell'intera azione di gioco. Cambiare
repentinamente direzione, indietreggiare o rallentare per eseguire un
assist preciso, non era mai stato così agevole prima d'ora. A
tal proposito non possiamo non menzionare una gradita innovazione: il dribbling a 360°.
Grazie ad esso è possibile muovere il giocatore con assoluta
precisione, sfruttando quindi ogni via di fuga lasciata libera dai
difensori. Si tratta essenzialmente di poter tracciare idealmente un
cerchio di 360° ruotando semplicemente lo stick analogico.
Ciò comporta non solo una maggiore libertà di movimento,
in grado di innescare accelerazioni brucianti in spazi molto stretti,
ma anche una migliore concretizzazione delle manovre evasive al fine di
mantenere il possesso palla.
Ulteriore sforzo compiuto dagli sviluppatori è stato quello di
applicare una più raffinata e credibile fisicità legata
agli scontri corpo a corpo: vi capiterà spesso di assistere a
veri e propri duelli spalla a spalla, dove avrà la meglio il
giocatore non solo più rapido in corsa, ma anche e soprattutto
quello dotato di un fisico più imponente. In tal senso, i
giocatori sul campo si comportano rispettando le caratteristiche
fisiche reali, andando a creare gare di velocità e contrasti
uno-contro-uno di notevole impatto visivo. Vi sembrerà quasi di
avvertire il peso del vostro avversario che spinge di prepotenza sulla
vostra spalla, obbligandovi ad un eventuale gioco diversivo o allo
sfruttamento di spazi utili a possibili filtranti o semplici scambi.
Migliorato anche il comportamento della palla, la cui fisica è
stata oggetto di un sapiente lavoro di rifinitura, tenendo pure conto
delle diverse condizioni climatiche. Adesso le traiettorie impostate
risultano chiaramente più attendibili ed anche i rimbalzi
più rocamboleschi o i tackle più selvaggi daranno luogo
ad una corretta dinamica delle sponde. La palla, inoltre, riesce a
restituirci la classica sensazione di pesantezza, anche in occasione di
recuperi al limite del possibile. Maggiore credibilità per quel
che riguarda i cross ed i tiri, che risultano essere un pregevole
risultato di un algoritmo in grado di calcolare l'eventuale equilibrio
precario e il piede d'appoggio del giocatore. Tiri tesi o a parabola,
dunque, non saranno mai casuali, soprattutto una volta che avrete
disattivato tutti gli aiuti a vostra disposizione.
Cross più verosimili significa pure un gioco aereo più
prelibato, utile per mettere a segno degli assist magistrali, anche se
per quest'ultimi occorrerà prima aver instaurato un buon
rapporto con i comandi: potrà capitare di arcuare eccessivamente
la palla o di mandarla troppo distante dalla meta che ci si prefissa.
Gonfiare la rete si rivela un'esperienza davvero gratificante, tuttavia
concludere positivamente un'azione di gioco ha un prezzo. La curva
d'apprendimento, infatti, è decisamente più ardua di
quella offerta dalla concorrenza, soprattutto per chi ha poca
dimestichezza con i titoli di calcio. Ma non allarmatevi, con la giusta
dedizione ed una buona dose di pazienza, riuscirete a raggiungere
ottimi risultati già dopo alcune ore di gioco.
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Per quel che riguarda il tasso di spettacolarità di ogni match
sono state aggiunte nuove finte, che si vanno a sommare alle già
numerose offerte dal precedente capitolo. Potremo cimentarci in
frizzanti giocate che si traducono in uno spettacolo per gli occhi.
Confondere l'avversario ed eluderlo nel momento più confacente
sarà tanto soddisfacente quanto divertente. Tali "trick", non
sempre di facile esecuzione, saranno possibili tenendo premuto il
grilletto sinistro del pad ed intervenendo sullo stick analogico
destro. È bene sottolineare come ciascun giocatore potrà
contare su abilità distinte e su un certo livello di
coordinazione, mostrando di conseguenza qualità tecniche e
finezze più o meno sceniche. Per dirla breve, con i campioni
più valenti riusciremo ad esibirci in movenze quali la famosa
rabona, briose veroniche e gli immancabili dribbling. Che la partita
sia più o meno spettacolare e sfarzosa, starà a voi.
Il ritmo di gioco di FIFA 10
si presenta sin dalle prime battute di gioco leggermente più
spedito del predecessore, sicuramente grazie ad una maggiore
fluidità riscontrabile in tutte le animazioni dei giocatori,
comprese quelle relative agli stop di petto; velocità che
tuttavia non va ad inficiare il tasso di realismo designato dagli
sviluppatori.
Qualora vi appaia troppo lento o al contrario troppo rapido, potrete
decidere l'andatura di gioco scegliendo fra i diversi livelli
disponibili, in grado di adattarsi, perché no, al vostro stile e
laboriosità: non sarà affatto difficile ingaggiare il
giusto compromesso.
Quando si parla di calcio è impossibile non giudicare il
famigerato arbitraggio, specie se ci si trova seduti al bar di
quartiere! Anche nel nostro caso, quindi, non possiamo assolutamente
esimerci dal parlarne. E a tal riguardo possiamo dirvi di esserne
rimasti piacevolmente colpiti, difatti la regola del vantaggio, che nel
precedente capitolo veniva applicata con qualche approssimazione di
troppo, in FIFA 10
è stata perfezionata a tutto vantaggio di una conduzione di gara
più verosimile e consona agli standard del calcio reale. Ottimo
pure l'intervento dei guardalinee: in occasione dei fuorigioco non
abbiamo sperimentato segnalazioni dubbie o incaute.
!==PB==!
I tanti modi di intendere il calcio
Il titolo di Electronic Arts, anche quest'anno, ci riserva
numerose modalità di gioco, alcune delle quali del tutto
inedite, contraddistinte dalla dicitura new presente nello stesso menu di gioco.
Oltre alle consuete amichevoli veloci, ideali per confrontarci con un
amico, e ai consueti tornei e campionati relativi a ciascuna nazione,
possiamo ad esempio vivere l'esperienza calcistica attraverso gli occhi
vigili ed esperti della figura dell'allenatore. Suddetta
modalità, quantunque già presente nel predecessore,
è stata letteralmente ristrutturata, avvicinandola ulteriormente
alla realtà, il che non guasta affatto.
Scelto il campionato di competenza, il nostro obiettivo sarà
quello di condurre la squadra verso le vette più ambite
attraverso un iter più o meno glorioso, influenzato logicamente
dalle molteplici scelte di mercato, formazione, allenamento, crescita
giocatori e quant'altro, con le quali dovremo rigorosamente misurarci.
Ogni partita potrà essere disputata giocandola normalmente
oppure simulandola, limitandoci in questo caso alla consultazione delle
statistiche di fine gara. La crescita dei nostri pupilli viene gestita
in modo graduale in accordo ai successi ottenuti in campionato.
Maggiori saranno le nostre vittorie, maggiori saranno i guadagni.
Ciò vuol dire potersi permettere uno staff di prim'ordine in
grado di consigliarci alcuni nuovi talenti in occasione delle fasi
più calde di calciomercato.
La modalità Allenatore
di quest'anno, come già anticipato, ha assunto connotazioni
più credibili, tanto è vero che le stesse sessioni di
simulazione delle partite terranno conto di un numero più
ragguardevole di fattori, mettendo in primo piano decisioni di mercato
plausibili e meno casuali di quanto visto nella passata edizione.
Inoltre, per quanto concerne i trasferimenti, sarà seriamente
difficile vedere nomi di elevata caratura indirizzarsi verso squadre
poco note solo per il vile denaro. Piuttosto, gli stessi campioni,
attenderanno proposte da club più in vista e ricercati.
Vestire i panni dell'allenatore richiede una certa competenza e
serietà, aspetti che senz'altro si ripercuotono
sull'organizzazione tattica della squadra da schierare in campo, scelte
che adesso si notano maggiormente e che sono in grado di cambiare le
sorti di una partita.
Come logico che sia, in base al rendimento della squadra, saremo
giudicati dalla dirigenza e a seconda dei casi riconfermati, esonerati
o chiamati da qualsiasi altro angolo del mondo.
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Una grande novità di FIFA 10, davvero degna di nota, prende il nome di Calciatore Virtuale,
ovvero la creazione di un alter-ego digitale che potremo personalizzare
fino a dotarlo delle nostre stesse sembianze, utilizzando pure la
particolare feature denominata non a caso Game Face. Quest'ultima ci consentirà di uploadare sul sito di EA
la nostra foto per poi importarla direttamente dall'apposito menu, fino
ad applicarla al giocatore virtuale con risultati più che
soddisfacenti.
Vedremo crescere il nostro alter-ego digitale in modo naturale e
piuttosto bilanciato, grazie ad un sistema ben studiato ed efficiente
che incrementerà l'abilità in base alle prestazioni in
campo e sbloccando determinati risultati, sia offline che online.
Nuovamente presente all'appello è l'ormai nota modalità Professionista,
tanto apprezzata già nel precedente capitolo, soprattutto per
via della sua inedita prospettiva capace di elargire un appeal di gioco
originale e basato sullo sviluppo delle abilità di un singolo
campione. In quest'ultima incarnazione ha subito diverse migliorie, a
partire dall'introduzione del Calciatore Virtuale, che di fatto
ne rinnova il look attraverso un meccanismo di crescita valido a
prescindere dalla modalità che si decide di giocare, a patto
ovviamente di chiamare in causa il nostro alter-ego digitale.
Sbloccheremo così pure nuove esultanze, nuovi kit nonché
mosse di abilità non da subito disponibili.
La diretta evoluzione della modalità Club dell'anno precedente, prende adesso il nome di Campionato Pro Club,
disputabile con il nostro calciatore virtuale fino a costituire una
squadra di dieci giocatori umani, dando vita ad un torneo di livello
mondiale avente come obiettivo di conquistare il titolo di club
più forte del globo. Come potete benissimo immaginare, tale
possibilità garantisce un divertimento unico e condivisibile con
altrettanti amici online. Ognuno con il suo ruolo, la propria
abilità e posizione in campo, tutti uniti per il prestigio e per
il bene del club.
Anche in FIFA 10 non poteva mancare la modalità Football Party
che, restando fedele a quanto proposto dalla precedente edizione, ci
permette la creazione di tornei personalizzati da disputare lietamente
con amici: scelte le relative squadre si procede ad una serie di match
che possono essere resi più effervescenti grazie all'utilizzo di
particolari bonus, che vanno dalla possibilità di partire con
dei goal di vantaggio fino a rendere la squadra avversaria fisicamente
più esposta.
Torna pure la Live Season, che quest'anno si merita il suffisso 2.0
grazie a piccoli ritocchi ed aggiornamenti. A differenza della
precedente edizione, infatti, non solo ci permetterà di
scaricare le statistiche reali dei giocatori (previo pagamento di un
canone di abbonamento), come ad esempio infortuni, cartellini o
eventuali squalifiche, ma ci darà l'opportunità di
giocare il nostro campionato preferito seguendone l'effettivo
calendario. Inoltre, su questo fronte si rivela molto interessante la
possibilità di disputare le partite più importanti
riscrivendone l'esito finale, annullando quindi una clamorosa sconfitta
o un indecoroso pareggio della nostra squadra del cuore.
Il pallone si insacca in rete
Il comparto online di FIFA 10, già fiore
all'occhiello del precedente capitolo, non tradisce le aspettative,
anzi possiamo riconfermarne i meriti e la sconfinata offerta di gioco.
Gli sviluppatori sono riusciti ancora una volta a compiere un vero e
proprio prodigio, specie considerando l'enorme mole di dati che il
netcode deve gestire in occasione dei match ospitanti un gran numero di
giocatori umani.
A patto che tutti i partecipanti dispongano di una buona connessione,
funziona tutto a dovere, grazie ad un servizio impeccabile e privo di
negligenze. Da quest'anno, inoltre, sono stati inseriti nuovi filtri
per quel che riguarda i parametri di ricerca degli incontri
disponibili, come ad esempio eventuali restrizioni inerenti alle
impostazioni del controller, al fine di porre tutti gli utenti sullo
stesso livello.
L'eccelsa varietà delle modalità di gioco, di cui vi
abbiamo parlato dettagliatamente nel precedente paragrafo, assicura un
intrattenimento online praticamente infinito, elevando alle stelle la
longevità complessiva del titolo.
Immancabile il già noto Hub del giocatore,
dove puntualmente potremo controllare le classifiche, le statistiche
personali, inoltrare inviti, partecipare a tornei e quant'altro.
Se c'è una cosa che invece non ci è piaciuta è il Negozio Online.
Non perché questo sia inutile o poco fruibile, per
carità, però troviamo assurdo dover pagare, seppur somme
irrisorie, per aumenti prestazionali temporanei da destinare al nostro
alter-ego. Quantunque la scelta sia facoltativa (e ci mancherebbe!) ed
allo stesso tempo magari utile in caso di incontri di una certa
importanza, pensiamo che quest'aspetto possa rappresentare di fatto una
forma di “doping virtuale”, il che ci fa da un lato
sorridere, ma dall'altro storcere il naso. Ad ogni modo, ciò non
basta per incrinare l'ottimo lavoro svolto sul versante online del
titolo, che nuovamente si conferma come la punta di diamante
dell'intera offerta firmata EA.
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Analisi post-partita
Soffermandoci sull'aspetto puramente tecnico, ci troviamo di fronte ad
un livello qualitativo di tutto rispetto, sebbene non esente da
difetti. Ma la perfezione assoluta, si sa, sembra non appartenere a
questo mondo. Ciò che più di ogni altra cosa ci ha fatto
stropicciare gli occhi è la “sindrome
comportamentale” dei portieri, i quali sporadicamente si faranno
sorprendere dagli avversari a causa dell'eccessiva distanza dai pali: a
tal proposito, specie durante le partite online, assisteremo a qualche
pallonetto di troppo.
Un'altra tematica delicata riguarda le licenze, infatti nonostante
siano presenti all'appello ben 25 campionati, alcune squadre di serie A
e B (Cagliari, Palermo e Napoli su tutte) non godono di licenza
ufficiale, compromettendo di conseguenza l'aspetto delle maglie e
relativi sponsor. Tale mancanza, sebbene non trascurabile, viene
parzialmente alleggerita dalla presenza di competizioni minori, come ad
esempio la terza divisione inglese.
Graficamente parlando, guardando il già ottimo risultato
raggiunto dal precedente capitolo, possiamo affermare che il restyling
messo a punto dagli sviluppatori è davvero minimo, ed è
destinato in particolar modo ai volti dei giocatori, che adesso
appaiono più somiglianti alle loro controparti reali, e ad una
maggiore pulizia generale dell'immagine. Il campo da gioco, ricco di
dettagli, presenta adesso un'erba più credibile che, unitamente
all'eccellente colpo d'occhio offerto dai 50 stadi riprodotti, ci butta
a capofitto “dentro” la partita. Peccato solo per un
leggero effetto aliasing
presente lungo le insegne pubblicitarie, che comunque si nota solo in
occasione dell'entrata in campo dei giocatori. Avremo la sensazione di
assistere a una partita vera, grazie anche alle ottime riprese
televisive che ci condurranno al fischio d'inizio.
Ma al di là del “look”, ciò che forse ci ha
sorpresi maggiormente è l'ingente quantità e
veridicità delle animazioni, ora più fluide e consone al
contesto. Vedere un giocatore che alza il braccio per invocare un
passaggio o per segnalare un fuorigioco non ha prezzo, così come
un tackle avventato o un mirabolante stop di petto.
Insomma, il motore grafico compie egregiamente il suo lavoro,
garantendo pure un frame rate pressoché costante anche nelle
fasi più concitate della partita, eccezion fatta per alcune
scene d'intermezzo (esultanze e sostituzioni) e i replay, dove invece
è visibile un leggero calo di fluidità. Ma nulla che vada
ad intaccare le fasi in-game. Non è da escludere a priori che
possa essere rilasciata una patch capace di porvi rimedio.
Parlando del comparto sonoro, torna nuovamente la telecronaca affidata
al duo Caressa-Bergomi, il che è un bene, ma allo stesso tempo
un deficit. Ma cerchiamo di fare un po' di chiarezza: con questo non
vogliamo dire che i due commentatori non siano all'altezza, ma
piuttosto sottolineare il fatto che il campionario di frasi risulta
essere il frutto di un evidente riciclaggio da FIFA 09,
pertanto non mancheranno nemmeno stavolta alcune affermazioni
saltuariamente svincolate da quanto avviene sul rettangolo di gioco.
Un plauso va fatto invece agli ottimi effetti sonori e al solito
insieme di fischi, inni ed ovazioni, con tanto di speaker che annuncia
la formazione, i minuti di recupero e talvolta invita qualcuno a
spostare persino la macchina! Immancabile pure l'effettistica relativa
al contatto degli scarpini con la palla o al picchiare della sfera
contro i legni.
Di buona fattura anche la colonna sonora, come da tradizione EA, che risulta variegata e mai invadente.
Meritata vittoria
Concludendo, FIFA 10 evidenzia chiaramente il cammino intrapreso già da un paio d'anni da EA Sports,
votato al raggiungimento della simulazione calcistica perfetta. Il
risultato di questi enormi sforzi è palesemente visibile ai
nostri occhi, a discapito del diretto concorrente che invece sembra
essersi adagiato sugli allori.
Nonostante qualche piccola sbavatura, come già detto, FIFA 10
rappresenta senza alcun dubbio la simulazione calcistica più
vicina al calcio reale, proclamandosi come uno dei migliori esponenti
del genere, se non addirittura il migliore in assoluto (almeno per
quest'anno).
Se siete appassionati di calcio l'acquisto non solo è consigliato ma diventa addirittura un obbligo.
Allacciate gli scarpini.