"Sono solito perdermi nei meandri della mia mente, ma c'è un
momento dove d'improvviso riesco a distogliermi da ogni mio pensiero
per lasciare spazio alla concentrazione più assoluta, quasi come
se stessi meditando; è una splendida sensazione. Questo mi
succede quando indosso un casco, dei guanti ed una tuta: è
giunta l'ora di scendere in pista.
Io e la mia moto siamo una cosa sola, il rombo del motore è
musica per le mie orecchie, non posso chiedere di meglio, anzi a volte
è come se riuscissi ad instaurare un dialogo, peraltro molto
intimo. Io e la mia dea. Sento il mio cuore battere sempre più
forte e prendo coscienza che è appena entrato in simbiosi con il
contagiri, specchio dell'anima della mia moto. Percorro ogni curva
dimenticandomi del mondo e focalizzando l'attenzione sulla prossima
variante del tracciato, la vittoria mi appartiene. L'adrenalina scorre
a fiume e infiamma il mio stato d'animo, regalandomi quel tipico
brivido lungo la schiena.
Perché mi sento così? Perché la mia vita viaggia a
trecento chilometri orari, sono un pilota del campionato Superbike."
Griglia di partenza
Dopo il discreto successo riscosso dal precedente capitolo, gli
italianissimi di Milestone scendono nuovamente in pista dedicandosi
ancora una volta all'adrenalinico universo di una delle competizioni
più famose riservate alle due ruote, il campionato Superbike.
Spesso, come è facile immaginare, i racing game possono
rappresentare per gli appassionati del genere un motivo di dissidio: da
una parte abbiamo coloro che privilegiano l'aspetto simulativo e
pertanto quanto più vicino alla realtà, e dall'altra
abbiamo invece tutti quei giocatori che preferiscono l'aspetto
più pratico, ovvero il divertimento senza mezzi termini e
l'immediatezza del gameplay. Come fare quindi a mettere d'accordo
ambedue le “fazioni”? Non è per niente una facile
impresa, tutt'altro. Per tale ragione, infatti, pur di soddisfare le
due diverse utenze, i racing game si suddividono a loro volta in due
grandi gruppi: simulatori e arcade. A questo punto vi starete chiedendo
a quale categoria appartenga SBK 09 - Superbike World Championship;
ebbene, potremmo dire a entrambe, difatti la novità più
rilevante di quest'ultimo capitolo è proprio il bilanciamento e
la malleabilità del gameplay messo a punto dagli sviluppatori.
Si tratta infatti di un titolo capace di coinvolgere quasi chiunque,
quantunque l'esperienza di gioco sia maggiormente orientata verso la
simulazione. Ma allora, direte voi, come è possibile che possa
appassionare ambedue le “fazioni”? Beh, il merito va al
modello di guida offerto, che grazie a particolari accorgimenti di
personalizzazione riesce ad appagare, seppur con le dovute
contromisure, sia i puristi che i fruitori dei racing game arcade.
Vediamo insieme di saperne di più.
A tutto gas!
Una volta avviato il gioco ci troviamo dinanzi ad un menu dall'appeal
grafico gradevole e in grado di accompagnarci attraverso tutte le
modalità di gioco disponibili senza alcuna difficoltà. Ma
prima di presentarvele nei dettagli, ci sembra il caso di parlare della
già citata flessibilità del livello di simulazione
offertaci. Intervenendo infatti sulle “opzioni di realismo”
potremo ottenere l'impostazione di guida che più si avvicina al
nostro stile: arcade o più fedele alla realtà. I
parametri personalizzabili - che potremo quindi abilitare o
disabilitare - sono innumerevoli, e vanno dalla semplice frenata
assistita al controllo della trazione, dai danni della moto all'usura
degli pneumatici, fino ad arrivare persino alla salute del pilota. Come
avrete già capito, impostando le opzioni di realismo al massimo
ci troveremo di fronte ad una simulazione di guida praticamente
equivalente alla realtà, per cui dovremo tenere in
considerazione diversi fattori: le gomme possono ad esempio consumarsi
compromettendo l'aderenza all'asfalto, i freni possono logorarsi
diminuendo la potenza frenante, la moto può danneggiarsi
mettendo a repentaglio la guidabilità e infine il pilota
può infortunarsi in seguito a un incidente particolarmente
violento e potrebbe essere costretto al ritiro.
Qualora non voleste intervenire su ogni singolo parametro, potrete
più semplicemente scegliere tra una delle cinque configurazioni
predefinite: base, arcade, avanzato, simulazione ed estremo; sta a voi
trovare il modello di guida che vada d'accordo con la vostra
abilità ed approccio di gioco.
L'esperienza globale offerta dal titolo è talmente elastica e
plasmabile a vostro piacimento che potrete stravolgere persino i
controlli di gioco, trovando pertanto la soluzione più
confortevole e a voi più congeniale.
Siamo sicuri che gli amanti delle due ruote apprezzeranno sin da subito
i livelli di simulazione più elevati, mentre coloro che non
hanno mai avuto a che fare con un gioco del genere potrebbero impiegare
qualche ora prima di raggiungere un certo feeling con la moto e
completare anche un solo giro senza cadere. Ad ogni modo la pratica
richiesta è direttamente proporzionale al tasso di realismo
impostato, quindi non temete e procedete per gradi, non ve ne pentirete
affatto. Una volta che sarete riusciti a padroneggiare l'inserimento in
curva, la staccata e il dosaggio dell'acceleratore, troverete
galvanizzante e soddisfacente ogni sessione di gara, riuscendo ad
inquadrare pure la traiettoria ideale indispensabile per ottenere il
miglior tempo sul giro.
Ovviamente, così come avviene nella realtà, pur di salire
agilmente sul podio, si rivela di fondamentale importanza conoscere nei
minimi dettagli tutti i tredici circuiti a nostra disposizione. Ogni
circuito, infatti, è caratterizzato da curve più o meno
insidiose e alcune di esse risultano talmente tecniche da rendere
difficile l'interpretazione del margine di staccata, soprattutto
durante le prime sessioni di gara disputate. Capiterà spesso di
arrivare lunghi e di perdere di vista il punto di corda della curva,
tuttavia tali errori serviranno non solo a conoscere al meglio il
circuito ma anche a entrare in completa simbiosi con la propria moto e
prendere coscienza dei tempi di risposta. A tal proposito il sistema di
controllo messo a punto dagli sviluppatori è di pregevole
qualità ed è evidente una netta maturazione rispetto il
precedente capitolo. I comandi rispondono bene senza alcun ritardo di
sorta o qualsivoglia imprecisione inerente all'angolo di sterzata e/o
all'apertura del gas. Superato il primissimo approccio, la sensazione
dominante è di avere la situazione sotto controllo, per cui ci
sentiremo responsabili degli eventuali errori commessi.
L'intelligenza artificiale dei piloti avversari può essere
impostata scegliendo tra quattro diversi livelli di abilità. Al
livello più basso il tasso di sfida offerto è
pressoché nullo e per questo motivo il nostro consiglio, data
anche la spiccata componente simulativa del titolo, è di
impostare sin dall'inizio una difficoltà intermedia, in modo da
doversela vedere contro avversari presenti e talvolta aggressivi,
specie durante l'inserimento in curva. Il livello massimo di
difficoltà spinge letteralmente le nostre capacità al
limite ed i piloti avversari saranno talmente scatenati da esibire uno
stile di guida estremamente fedele alla loro controparte reale,
registrando dunque tempi su giro veritieri.
Staccata e piega
Dopo avervi parlato dell'ottima possibilità di personalizzazione
destinata al modello di guida, è opportuno introdurvi le cinque
modalità di gioco disponibili: allenamento, gara veloce, weekend
di gara, campionato e le consuete sfide. Partendo dall'allenamento,
questo si rivela davvero utile durante le prime battute di gioco,
difatti ci consente di correre su uno dei circuiti per studiarne
doviziosamente il tracciato senza essere infastiditi da altri piloti in
pista. Selezionato il pilota potremo pure confrontarci con un
“ghost rider” del nostro giro più veloce o di quello
di altri giocatori. Niente di più pratico per incrementare il
feeling con la nostra moto.
Selezionando la gara veloce ci schiereremo invece sulla griglia di
partenza nel modo più semplice e veloce possibile. Potremo
decidere il numero di giri da percorrere, le condizioni atmosferiche,
l'abilità degli avversari e persino la nostra posizione iniziale.
Il weekend di gara, come appare già chiaro, ci permette di
vivere per intero una tappa del campionato, affrontando quindi prove
libere, qualifiche, superpole, warm-up e gare.
Le sfide costituiscono un diversivo e comprendono una serie di prove da
portare a termine in grado di mettere sotto sforzo la nostra
capacità di guida nelle situazioni più particolari e dove
lo scopo primario non sarà necessariamente arrivare primi: si
tratterà infatti di migliorare dei tempi su giro oppure
guadagnare delle posizioni in gara. Superando ciascuna sfida
sbloccheremo quelle successive, che saranno via via più
complesse.
Come è facile intuire, il cuore pulsante del gioco è
senza ombra di dubbio il campionato, che quest'anno può
fregiarsi di un numero di costruttori e di piloti di tutto rispetto.
Alle più blasonate Yamaha, Honda, Kawasaki e Suzuki, fanno
capolino il grande ritorno dell'Aprilia e l'importante ed atteso
esordio di un marchio prestigioso come la BMW. Avremo quindi la
possibilità di vivere le emozioni della stagione 2009 del
campionato SBK calandoci nei panni del nostro pilota preferito tra i 27
presenti, tra i quali spiccano i nomi di veterani del calibro di
Corser, Biaggi, Checa e Haga, accompagnati pure dai nuovi arrivati come
lo straordinario esordiente americano Ben Spies.
Quasi settimana per settimana affronteremo le tappe previste dal
calendario del mondiale Superbike, dalle prove generali alle
qualifiche, dalla superpole alle due gare della domenica.
Una volta tagliato il traguardo possiamo visualizzare pure il replay e
gli highlight televisivi della gara, così da analizzare la
prestazione personale o quella di un pilota avversario, osservando
magari cadute, errori e traiettorie. Le fasi più emozionanti
della gara vengono enfatizzate in occasione degli highlight attraverso
l'utilizzo di inquadrature spettacolari e suggestive.
Sporchiamoci le mani di grasso
Uno degli aspetti più realistici nonché più appaganti di SBK 09 - Superbike World Championship,
che ovviamente non possiamo tralasciare, è rappresentato dalla
messa a punto della propria moto e la relativa elaborazione della
strategia di gara. Tra una sessione ed un'altra di ciascuna tappa,
infatti, possiamo dedicarci al setting ideale intervenendo su svariati
parametri e potendo contare sul nostro ingegnere personale, il quale ci
aiuterà a smanettare in maniera costruttiva suggerendoci pure
come affrontare determinate sezioni del circuito anche in base alle
condizioni atmosferiche. Pur di ottenere l'assetto da gara più
competitivo possiamo scegliere se comunicare direttamente all'ingegnere
la nostra volontà di montare l'assetto più consono oppure
se intervenire manualmente su ogni singolo parametro a nostra
disposizione. Indubbiamente la seconda strada è la più
ripida da percorrere, in quanto senza alcuna esperienza in merito si
rischia di compromettere la guidabilità del nostro bolide,
pertanto sta a voi prendere la decisione più appropriata.
Tuttavia possiamo garantirvi che la messa a punto manuale, se applicata
con cognizione di causa, risulta di sicuro appagante e saprà
regalarvi delle soddisfazioni.
Tanto per farvi qualche esempio, potremo regolare il bilanciamento dei
freni, il tiro della catena, le sospensioni, i rapporti delle marce ed
altro ancora. Andando a modificare la potenza frenante potremo
privilegiare lo spazio di arresto piuttosto che l'ingresso in curva; a
tal proposito bisogna tenere a mente che un freno anteriore potente
rallenta anticipatamente la moto ma allo stesso tempo potrebbe generare
sottosterzo in curva, così come un freno posteriore potente ci
aiuta a tenerci a ridosso del punto di corda ma potrebbe portarci
più facilmente al bloccaggio e dunque col muso per terra.
Parlando invece delle sospensioni, una moto bassa offre una maggiore
aderenza ma l'angolo di piega diminuisce; una moto più alta
è sì meno stabile ma l'inclinazione in curva aumenta.
Inoltre, qualora la vostra moto vada in sottosterzo vi basterà
abbassare l'anteriore, riducendo quindi il precarico davanti. Se invece
notate del sovrasterzo dovrete abbassare il posteriore, riducendo
dunque il precarico dietro.
Insomma, i parametri disponibili sono davvero tanti e ci permettono di
variare nel vero senso della parola la nostra prestazioni in pista.
Ma non è tutto, i motociclisti più esperti saranno lieti
di trascorrere parecchio tempo nei box grazie anche alla telemetria
consultabile dall'apposito menu.
Gomito a gomito per salire sul podio
Come ogni racing game che si rispetti, anche SBK 09 – Superbike World Championship,
può vantare un comparto online valido e stimolante, sebbene poco
si differenzi da quanto visto già nel precedente capitolo. I
giocatori che possono prendere parte alle modalità multiplayer
sono soltanto otto, e da questo punto di vista avremmo gradito
sicuramente un numero superiore, complice soprattutto il lungo elenco
di piloti ufficiali che il gioco propone. Ad ogni modo riteniamo che
questa scelta contribuisca in buona parte a ridurre i problemi di lag
al minimo, grazie anche ad un netcode revisionato e funzionale.
Le competizioni spaziano dalla classica gara singola al campionato,
quest'ultimo disputabile anche “a squadre”. La
modalità più interessante è proprio il campionato,
poiché personalizzabile a nostro piacimento sia per quanto
riguarda i circuiti da includere che per le sessioni da disputare in
occasione di ciascuna gara. La relativa variante “a
squadre” ci permetterà di costituire un team con i nostri
amici e gareggiare contro gli altri giocatori.
La sala d'attesa funziona bene e offre un'ottima personalizzazione di
ciascuna partita, tanto è vero che avremo modo di scegliere il
livello di aiuti concessi, se attivare o meno le regole ufficiali, le
condizioni atmosferiche, il numero di giri, le collisioni e così
via.
Come già detto, i problemi legati all'eventuale lag sono
pressoché assenti e ad ogni modo non attribuibili al gioco,
bensì alla qualità della connessione dei singoli
partecipanti.
Occhio a quella curva!
Rispetto il precedente capitolo risulta evidente come la serie abbia
subìto dei miglioramenti tecnici più che tangibili,
difatti la cura riservata ai dettagli ci è sembrata sin dalle
prime ore di gioco più certosina di quanto si fosse già
visto negli anni scorsi. Ciò che salta maggiormente all'occhio
è la realizzazione delle moto e dei rispettivi piloti, che
riescono a porsi al centro dell'attenzione grazie ad una modellazione
poligonale davvero eccellente e decisamente al passo coi tempi. Il
sistema d'illuminazione è anch'esso di tutto rispetto, dando il
meglio di sé in base alle diverse condizioni climatiche.
Ampia è la scelta inerente alle visuali di gioco, sia per quanto
riguarda quelle in soggettiva che quelle in terza persona: trovare
l'inquadratura che più si adatta al nostro modo di giocare non
sarà affatto un problema, anzi avremo l'imbarazzo della scelta!
Molto interessante è la resa grafica della pioggia, condizione
atmosferica enfatizzata dall'ottima gestione delle fonti di luce e
dalle tipiche goccioline d'acqua presenti sull'obiettivo della
telecamera posta ipoteticamente alle spalle del nostro pilota.
Quantunque la sensazione di velocità non sia esagerata, il frame
rate si mantiene su ottimi livelli restituendo una fluidità
costante anche in presenza di numerosi piloti in pista.
Ci lascia invece perplessi la gestione dei danni: nonostante possa
capitare che in seguito a una caduta la moto riporti dei guasti tanto
gravi da costringerci al ritiro, visivamente parlando non vedremo mai
dei pezzi della carena volare per aria; la moto rimarrà infatti
sempre tutta d'un pezzo e nel peggiore dei casi apparirà
soltanto graffiata e sporca, così come la tuta del pilota.
La ricostruzione dei circuiti è piuttosto fedele alla
realtà, tuttavia il livello di dettaglio degli elementi a bordo
pista risulta decisamente altalenante, talvolta mettendo in primo piano
texture non esattamente all'altezza. Il pubblico stesso distribuito
sulle tribune nonché la vegetazione sono elementi creati in
maniera approssimativa, anche se per dirla tutta nella realtà
gli elementi di contorno di un circuito non costituiscono affatto una
meraviglia architettonica.
La fisica messa punto dagli sviluppatori rappresenta uno dei punti
forti del titolo, difatti l'esperienza di guida ottenibile
disabilitando tutti gli aiuti è davvero impareggiabile ed
assolutamente autentica. Qualora dovessimo esagerare con una piega
troppo audace finiremo per fare un bel viaggetto fuori pista. Di
fondamentale importanza pure la postura del pilota, soprattutto in fase
di staccata o in occasione di lunghi rettilinei. Insomma da questo
punto di vista possiamo affermare che nulla è stato lasciato al
caso, anzi. Persino le collisioni testimoniano l'enorme lavoro compiuto
su questo fronte, a patto però di giocare al massimo livello di
simulazione, poiché impostando una guida arcade taluni aspetti
non possono essere, per forza di cose, notati.
Un ulteriore plauso va alle animazioni del pilota e ai movimenti della
moto: l'inserimento in curva è accompagnato da movenze fluide ed
attendibili, senza assistere quindi a spostamenti inconsulti e
decisamente artificiosi come invece accade in tante altre produzioni.
E' possibile notare pure il movimento del polso destro all'apertura del
gas, così come del piede in caso di frenata. Finezze che agli
occhi più distratti potrebbero sfuggire ma che invece attestano
il capillare lavoro svolto dai nostri connazionali di Milestone.
Il comparto sonoro riesce a strapparci un parere positivo soprattutto
grazie ai rombi delle moto riprodotti con assoluta fedeltà
rispetto alle controparti originali. Le musiche di sottofondo, invece,
svolgono un ruolo alquanto trascurabile, infatti il nostro consiglio
è di procedere alla loro disattivazione almeno durante le gare,
cosa tra l'altro possibile attraverso le opzioni di gioco.
L'unico appunto che va fatto è che abbiamo notato una leggera
imprecisione per quanto riguarda la calibrazione del volume dei rombi
delle moto degli avversari in relazione alla distanza che ci separava
da questi.
Vittoria meritata
Concludendo, SBK 09 – Superbike World Championship
si dimostra un titolo capace di coinvolgere sia gli amanti del genere
simulativo, sia tutti coloro che in un racing game cercano divertimento
ed un delineato tasso di sfida. Tecnicamente parlando quest'ultimo
capitolo si presenta davvero bene, certificando i passi in avanti
compiuti dalla serie e la dedizione degli stessi sviluppatori.
Lo spiccato realismo e l'ottimo sistema di controllo, adesso più
preciso e bilanciato che in passato, rendono l'ultima fatica di
Milestone assolutamente la migliore simulazione di moto disponibile sul
mercato, seppur qualche difetto gli impedisca ancora di raggiungere
l'agognato appellativo di “capolavoro”.
Qualora siate estimatori delle competizioni su due ruote non potete
lasciarvelo scappare per nessuna ragione al mondo. Tutti gli altri non
perdano l'occasione di provarlo.