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  • Genere
    Azione > Free Roaming
  • Publisher
    THQ
  • Developer
    Volition Inc.
  • Disponibile per
    Xbox360 PS3
Data rilascio
17/Oct/2008
Disponibile
0
A+ A-

Recensione di Saints Row 2

03/11/2008 - A cura di
Stillwater è lì davanti a me, maestosa, grande, sconfinata. La guardo e penso a tutto quello che è stato, penso a tutto quello che una volta era mio. Quella che era la mia casa, la mia auto, la mia città, il mio regno. La mia gang ora è morta, come i miei amici sono morti. Anche io sono morto. Ma la leggenda dietro il mio nome è viva più che mai. Stillwater si avvicina, e la mia vendetta è pronta a scendere sulla città. La legge della strada mi impone di ripartire da zero, ma io miro in alto. Il re di questa città sta per tornare, poco alla volta salirò di nuovo in cima, e durante la salita saranno i corpi dei miei nemici a fungere da gradini.


Saints are still alive

Saints Row II riprende il suo percorso narrativo dove si era interrotto con il capitolo precedente, uscito qualche anno fa su Xbox 360. Per tutti coloro che non hanno potuto provare il prequel purtroppo non è previsto alcun tipo d’introduzione alla storia, ma il gioco ci lancia direttamente nella nuova avventura. In poche parole vestiremo i panni del leader dei Saints, che nel primo capitolo di questa saga erano riusciti ad ottenere il controllo completo della città di Stilwater. In seguito ad una trappola, il protagonista si è trovato coinvolto in un’esplosione ed ha passato gli ultimi mesi in coma all’interno di un carcere di massima sicurezza. La città è ora sotto il controllo indiscriminato della multinazionale Ultor, mentre per le strade le varie gang si dividono il controllo di tutto quello che una volta era dei Saints.
La storia del gioco quindi è intrisa di sentimenti come vendetta, e la spasmodica ricerca del potere. Fin qui nulla di nuovo, infatti, molti aspetti della narrazione appaiono simili al precedente episodio. Per fortuna però il plot narrativo è migliorato parecchio, la sceneggiatura stessa è figlia di un lavoro iniziato con l’uscita del capitolo precedente. I dialoghi tra i personaggi sono maturati e raramente scadono in cliché e in situazioni banali e scontate.


Make you own style

Finito il preambolo sulla storia, possiamo iniziare a giocare, anzi no, c’è un'ultima piccola cosa da fare prima di lanciarci nell’azione vera e propria. L’aspetto fisico del protagonista, seppur in discordanza con il prequel, può essere completamente modificato. Tramite un corposo menù di editor possiamo iniziare a modificare le fattezze del nostro alter-ego. Le opzioni sono tantissime, ogni minimo dettaglio può essere personalizzato, quindi non ci aspetta un insipido menù dove poter apportare poche modifiche. Le possibili varianti e combinazioni tendono quasi a rispecchiare il numero di individui che possiamo tranquillamente incontrare per strada nella vita reale. Partendo da fattori macroscopici come sesso e razza ci addentriamo nella creazione, fino a modificare ogni tratto somatico del volto, come ampiezza della mascella e taglio degli occhi, e in stile make-up artist sono presenti anche numerosi trucchi per rendere eccentrico il nostro alter-ego. Se modificare il semplice look non ci basta, è possibile modificare le movenze e il carattere fino ad arrivare alla modifica di alcune espressioni facciali. Qualora non fossimo contenti del risultato ottenuto durante il gioco ci basterà visitare il chirurgo plastico per tornare nel pratico menù.
Oltre stimolare la nostra creatività l’aspetto customizing del gioco incide direttamente sullo stile del nostro protagonista, e di conseguenza del rispetto che riusciamo ad ottenere per strada. Ovviamente i programmatori non si sono fermati al personaggio, ma potremo plasmare case, abiti, auto e quant’altro. Praticamente tutto è personalizzabile, il nostro vestiario non si fermerà al semplice comprare nuovi abiti. Ogni capo è personalizzabile nel colore ed anche in alcune peculiarità come tessuto, colore, e modo in cui verrà indossato, praticamente riuscirete ad avere uno stile sempre unico.
Le abitazioni vanno dalla catapecchia fino a case lussuose da veri e propri papponi, inoltre in ogni abitazione si potrà modificare il letto, la tv e altri accessori per la casa. Tutto questo sempre a favore del divertimento e della ricerca dello stile. Se questo non dovesse bastare ci basterà prendere in prestito un’auto ed andare da un carrozziere. Innegabile la nostra sorpresa nel vedere la quantità di parti modificabile, attenzione in questa fase di ricordarsi che si sta giocando a Saints Row II e non a Need For Speed.


Gang Game

Il gioco inizia nella maniera più rocambolesca possibile, in altre parole con una bella fuga dal carcere. Ci sarà data la possibilità di affrontare un breve tutorial per prendere confidenza con i comandi che può essere anche saltato, anche perché i controlli sono intuitivi e funzionali, ci sembrerà quasi di conoscerli prima di iniziare a giocare. Passata la prima parte della missione, ci rendiamo conto che l’azione di certo non manca, a riprova dell’adrenalina che il gioco si porta dietro sono i numeri di nemici uccisi prima di terminare questa introduzione interattiva. Un gioco del genere senza auto sarebbe un sacrilegio, quindi è immancabile un adeguato parco macchine, a cui si aggiungono veicoli secondari come moto, barche, aerei. La sensazione alla guida lascia perplessi, non perché sia complicata, anzi è davvero troppo facile. Il controllo dell’auto è davvero troppo immediato e difficilmente si finirà per sbandare. La scelta è stata studiata a tavolino e va ad incrociarsi con lo stile volutamente ludico nel senso più stretto che possiamo dare al termine. Non aspettatevi quindi un realismo forzato, perché la fisica che gestisce i movimenti dei veicoli è ridotta al minimo per rendere il gioco più veloce ed immediato.
Ovviamente in un free-roaming che si rispetti non mancheranno corpose missioni da portare a termine. Lo scopo dell’avventura è quello di riconquistare la città, le prime missioni non saranno altro che l'inizio della nostra ascesa politico-mafiosa. Sono davvero tante e tutte e varie, molte delle quali potranno essere affrontate in ordine sparso. Purtroppo questa eterogeneità finisce, per certi versi, per spezzare il ritmo del gioco. Più volte ci capiterà di concentrarci su aspetti puramente accessori prima di affrontare le missioni proprio perché si perde il senso di continuità delle stesse. Pur avendo uno spessore considerevole, gran parte di queste missioni sono davvero troppo facili. Il lavoro svolto per rendere intelligenti i nemici è abbastanza approssimativo, gli avversari difficilmente riusciranno a tenerci testa, per non parlare delle forze dell’ordine praticamente da barzelletta.
Tutto quello che è accessorio in Saints Row è estremizzato, i punti dove iniziare le missioni secondarie sono sparpagliati praticamente per tutta la città. Estremizzazione che porta i suoi frutti sia in chiave del divertimento che per il proseguimento del gioco. Per poter accedere alle missioni principali dobbiamo necessariamente riempire la barra del rispetto ed il metodo più rapido e divertente è proprio quello di prendere parte a simili missioni. La quantità in termini numerici è impressionante, ma quello che stupisce è l’enorme varietà. Risulterebbe noioso elencarle tutte, ma alcune sono impossibili da non citare. Ci saranno missioni in cui si dovrà deprezzare il valore di immobili, sporcandole con il contenuto di camion per il lavoro antispurgo. Immancabili anche numerose corse sparse in tutta la città. Per passere poi a scontri a mani nude chiamate Fight Club. Molto più realistiche invece sono le missioni che riguardano la prostituzione e il furto di auto su commissione. Insomma, annoiarsi a Stillwater è praticamente impossibile.


Un amico nella banda

Da sempre i videogame sono punto di incontro per tutti gli appassionati del genere, in questa generazione la possibilità di giocare con controparti reali ci è offerta dalla connessione ad internet. Per iniziare un’avventura con un amico ci basterà accedere al menù cooperativa. Probabilmente questa è la modalità online meglio riuscita. Basterà collegarci e subito entreremo nel vivo della cooperativa che dà la possibilità di affrontare l’intero gioco in single player con un amico. Il livello di difficoltà per fortuna è leggermente aumentato con un numero di nemici su schermo maggiore rispetto al normale. Peccato non avere la stessa possibilità anche in split screen, ma forse è giunto il momento che simili modalità vadano affrontate esclusivamente via cavo o via wi-fi. La seconda compagine del multiplayer prevede i classici scontri come deathmatch e gare in cui pilotare uno dei veicoli presenti nel gioco. Il numero massimo di partecipati è dodici, eppure in ogni sfida c’è una confusione tale che non si riesce a godere appieno di questa modalità. Nel complesso è comunque un multiplayer che non sfigura rispetto alla modalità storia in singolo e ci regala molte ma molte ore di gioco aggiuntive.


Tecnica da strada

Saints Row II offre scenari molto vasti ed ha una città davvero impressionante, molti sono gli edifici esplorabili all’interno, quindi sulla quantità non c’è nulla da ridire. Il motore grafico che muove il gioco purtroppo non è esente da difetti, per bilanciare la varietà del gioco qualcosa si è persa durante la realizzazione tecnica dello stesso. Le texture che ricoprono gli scenari sono spesso approssimative e non lasciano intravedere molti dettagli, pur essendo evidentemente una grafica di nuova generazione sappiamo che si poteva fare di meglio. Altri piccoli problemi sono ravvisabili nelle situazioni più concitate con cali di frame rate e seccanti effetti pop up. Davvero fastidiose sono alcune collisioni, che spesso vedono persone attraversare come fantasmi pali della luce, auto e quant'altro. La gestione della fisica appare approssimativa se si è alla ricerca di elementi simulativi, se invece, come giusto che sia, si considera lo stile puramente arcade si riesce a sorvolare su piccole inesattezze tecniche. Il gioco in movimento, salvo questi piccoli difetti, è apprezzabile anche grazie ad un buon numero di animazioni. I passanti per strada per quantità di movenze e di situazioni sono piuttosto credibili e renderanno piacevole la nostra permanenza tra le affollate vie di Stillwater.


Musica in-game? No grazie

La possibilità di riprodurre i propri brani musicali direttamente dall’hard disk è senz’altro interessante, ma stavolta è un’opzione quasi inutile. Le tracce presenti nel gioco accontenteranno praticamente tutti, ascoltare la radio difficilmente vi stancherà. Ogni canzone è stata scelta con cura, apprezzabile è stata la scelta di inserire una stazione che manda in onda solo le hit degli anni '80. Non solo la scelta dei brani è ben studiata ma l’intero comparto audio si comporta alla grande: esplosioni, collisioni, spari, urla sono riprodotte fedelmente e vi renderanno partecipi di un’esperienza ludica davvero notevole.


Quando un Russo incontra un Santo

E’ innegabile che leggendo la recensione un solo nome si sia fatto spazio tra i vostri pensieri. Come una canzone che ti entra in testa e non se ne va più, come il primo amore che non si scorda mai. Apparentemente si è cercato di evitare lo scontro diretto, il faccia a faccia, ma con un titolo del genere è impossibile, il paragone con GTA è irrinunciabile.
In questa generazione contraddistinta da console war spietata, anche i giochi dello stesso genere si fanno guerra, i paragoni sono all’ordine del giorno. I voti dati dalle testate giornalistiche diventano il mero pretesto per fare a gara, per avere una prova tangibile della superiorità del titolo che ci è rimasto nel cuore.
Ci saremmo aspettati una guerra ad armi pari, a suon di proiettili e prostitute, ma qualcosa è andato storto. Questa volta la guerra non è diretta, ma piuttosto è una guerra fredda, combattuta attraverso una diversa interpretazione di un genere. Se vi aspettate che sia qui per darvi le risposte, per dirvi chi sia il migliore allora resterete delusi, però qualche consiglio lo troverete.
Volendo riassumere il genere in poche parole, si potrebbe dire che in questi giochi non si fa altro che girare per la città ed essere liberi di fare qualunque cosa si voglia. Unico vincolo è proseguire nelle missioni assegnate, le quali comunque non escono molto al di fuori dello stile libero e spensierato dell’esplorazione senza vincoli. In questo senso la prima fetta di territorio va alla squadra dei Santi, la città è più ricca di missione secondarie e di cose da fare. A ogni angolo spuntano missioni e svaghi, case da comprare, veicoli devastanti da guidare. Persino nelle case ci sarà da fare, il fattore personalizzazione avvolge praticamente ogni aspetto del gioco, lasciando libero sfogo alla nostra fantasia. Il titolo Rockstar è più limitato, le missioni secondarie sono notevolmente diminuite rispetto ai capitoli precedenti. L’aspetto ludico e spensierato che ha reso celebre la serie sembra essere sparito.
Come detto però, il fulcro di tutto resta la libertà di agire per la città. Lo scenario quindi non è solo un semplice aspetto esteriore, ma è funzionale al gioco e al grado di immersione che sa regalare. Sotto questo punto di vista GTA4 riesce a stupirci come la prima volta in cui il gioco è apparso sulle nostre console. Una New York fedelmente ricostruita fa da sfondo alla vicenda; non solo per la ricostruzione perfetta ma anche per il lavoro tecnico le avventure di Niko sono di quanto meglio ci si possa aspettare. Purtroppo come già affermato il titolo THQ lascia leggermente a desiderare, sia per ambientazioni poco ispirate sia per qualche piccolo bug che affligge il gioco.
Una volta i videogiochi erano semplici arcade, niente storia, niente sceneggiatura, niente emozioni. Il tempo passa e i gusti cambiano, ora è essenziale che un gioco sappia raccontare una storia. Un po’ film e un po’ libro deve catturarci come solo le grandi opere sanno fare. In entrambi i titoli le trame sono ben congegnate e originali. In uno seguiremo la storia, strappalacrime e commovente di un immigrato russo alla ricerca del sogno americano. Nell’altro il sogno si è trasformato in un incubo e solo una spietata vendetta ci farà riprendere contatto con la realtà che prima era nostra.
Alla fine è impossibile stabilire chi sia il migliore, possiamo anche preferire il gioco che numericamente si è mostrato superiore, ma non ne varrebbe la pena. In casi come questi bisogna seguire i gusti personali, provare il gioco pad alla mano e poi farsi un’idea. Per questa volta i contendenti si sono colpiti di striscio, prendendo due strade diverse. Non ci resta che attendere il prossimo incontro e, credeteci, in un caso o nell’altro fremiamo già dalla voglia.


In viaggio verso un’altra città

Per concludere la nostra permanenza a Stillwater possiamo affermare che il titolo sfornato da THQ non delude affatto le aspettative. Come un cavallo di troia il primo capitolo è riuscito ad intrufolarsi nei cuori dei giocatori, in modo da preparare l’arrivo del secondo in modo maestoso. Il gameplay è indubbiamente adrenalinico e spensierato ed offrirà piacevoli ore di gioco. L’editor messo a disposizione, sotto tutti gli aspetti, è davvero ben studiato e stimolerà non poco la vostra fantasia. Peccato per la troppa facilità, a causa di una intelligenza artificiale che di intelligente ha davvero poco, il gioco infatti si porterà a termine senza troppa fatica. Per fortuna ad aumentare la longevità di gioco ci sono tantissime missioni secondarie ed un buona compagine online, soprattutto per la possibilità di giocare in cooperativa. La realizzazione tecnica presenta qualche difetto di troppo, ma nel complesso non è scadnte anche se comunque stona rispetto alla qualità generale del titolo.
Conquistare Stillwater è stato un piacere, ora non ci resta che aspettare una nuova città dove dettare la legge della strada, la nostra legge.

PRO
  • Molte missioni secondarie;
  • editor sbalorditivo;
  • divertente in ogni sua forma.
CONTRO
  • Realizzazione tecnica non impeccabile;
  • I.A. non all'altezza del titolo.
72
GRAFICA
88
SONORO
76
INNOVAZIONE
90
LONGEVITA'
90
GIOCABILITA'
82
MULTIPLAYER/ ONLINE
83
0

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