E3 2012 (5-7 Giugno) Copertura speciale da Los Angeles
Scopri i Contest di CT su Google+
  • Saga / Serie
    Rock Band
  • Genere
    Rhythm Game > Musicale
  • Publisher
    Electronic Arts
  • Developer
    Harmonix
  • Disponibile per
    PS3 Wii Xbox360
Data rilascio
09/Sep/2009
Disponibile
0
A+ A-

Recensione di The Beatles: Rock Band

09/10/2009 - A cura di
Come ben saprete, il genere dei rythm game ha subito, negli ultimi anni, un’impennata eccezionale che ha portato non solo ad ottimi riscontri di critica e pubblico, ma anche ad un incoraggiamento allo sviluppo di un numero sempre maggiori di titoli da parte delle software house. Se all’uscita del primo Guitar Hero potevamo avere non più di un paio di titoli l’anno, con l’avvento di Rock Band ed il favore dei giocatori, si è assistito alla nascita di una “guerra” che ha comportato lo sviluppo di un numero sempre maggiore di titoli. È ovvio che in un’ottica del genere occorra sviluppare idee nuove ed allettanti, ed ecco che quindi l’industria ha compiuto un successivo passo in avanti passando dalla commercializzazione di titoli musicali dal carattere “vario”, alla creazione di giochi dedicati a singole band, onde celebrarne non solo la carriera, ma anche il riscontro di mercato e dei fans. È proprio su quest’onda che nasce The Beatles: Rock Band (da ora abbreviato in The Beatles: RB), primo vero spin-off della serie di Harmonix (non contiamo il mediocre AC/DC) e diretto concorrente del massimo esponente di genere della distinta concorrenza, Guitar Hero : Metallica. Pronti? Si torna nel 1960!


I Got a Feeling (Let It Be - 1970)

La prima caratteristica fondamentale di The Beatles: RB, e che certamente salterà per prima all’occhio dei giocatori più navigati, è la limatura del gameplay principale del gioco, in questa incarnazione privato di tutte le feature che hanno reso celebre (e soprattutto differente) il brand rispetto alla controparte Guitar Hero. In The Beatles: RB mancano infatti tutte le aggiunte al gameplay che permettevano la gestione del gruppo in buona parte delle sue caratteristiche quali: staff, mezzi di trasporto e personalizzazioni varie. Una scelta che ai più, dato il retaggio del gioco, risulterà stravagante ma che si giustifica perfettamente se si tiene conto della qualità generale del titolo nelle sue caratteristiche più propriamente estetiche. Sebbene infatti il gameplay sia sostanzialmente quello cui siamo abituati sin dalle origini, la particolare associazione del brand ai Fab Four rende l’esperienza coinvolgente ed onirica, ed inaspettatamente varia. Harmonix ha preferito, in tal senso, condurre il giocatore passo passo in quella che è stata la reale formazione dei Beatles, senza permettergli di intaccarne la storia e quindi, in un certo senso, snaturarla. Sarà quindi il gioco stesso a modificare gli strumenti, gli abiti e le situazioni, basandosi sulle reali evoluzioni dei Fab Four passati, nell’arco di circa un decennio, da canzonette come ”I Want To Hold Your Hand” ai testi culturalmente e politicamente impegnati di “Taxman” o “Here Comes the Sun”. Una strada quindi “atipica” per la serie ma che saprà, nonostante gli innumerevoli dubbi, regalare ore di autentico intrattenimento. Dove invece c’è stata una modifica, e piuttosto sostanziale, delle caratteristiche più propriamente ludiche è nelle opzioni di gioco settabili, il cui numero è esponenzialmente aumentato al fine di concedere a qualsiasi genere di utente un’esperienza il più gratificante possibile. Si passa dal semplice livellamento del volume, alla riproduzione in formato dolby delle tracce per poi passare, infine, alle tre principali novità del titolo, le opzioni “velocità smodata”, “modalità realistica” e “modalità esibizione”. Detto in parole povere: la prima delle tre opzioni permetterà al giocatore di aumentare la velocità delle note su schermo, la seconda si occuperà, invece, di rendere il coinvolgimento del pubblico verosimile con quello di un pubblico da arena (con effetti davvero sorprendenti), mentre con la terza modalità le note su schermo spariranno! Permettendo al giocatore di suonare con il mero ausilio della propria memoria. Attenzione però, non si parla però di vere e proprie modalità di gioco, quanto più di semplici opzioni che possono essere attivate o disattivate in qualsiasi momento utili, se non altro, ad adeguare il gioco alle vostre “esigenze”.


Ticket To Ride (Help! - 1965)

Il vostro biglietto per il mondo dei Beatles, nonché cuore del gioco, è, come si diceva sopra, la modalità “storia” cui verremo introdotti con un video misto di animazione e computer grafica la cui bellezza vi lascerà certamente basiti. Il giocatore verrà dunque condotto per mano attraverso i passaggi più significativi della band, attraversando alcune delle tappe fondamentali della beatlesmania per poi dedicarsi a tre lunghe sessioni per l’incisione di “Abbey Road”, testamento musicale della band. Andando per ordine si partirà dal leggendario “Cavern Club” di Liverpool, dove il quartetto fece una delle sue prime e più famose esibizioni, per poi passare per l’”Ed Sullivan Show”, lo “Shea Stadium” di New York, il “Budokan” di Tokyo e l’indimenticabile tetto della “Apple Corps” del 1969 dove i quattro si esibirono insieme per l’ultima volta. Ognuno delle suddette location costituirà, di fatto, uno stage, nonché un capitolo della principale modalità di gioco e servirà al giocatore non solo per conoscere, seppur con brevità, i fondamentali della storia dei Beatles, con i loro cambi di immagine, tematiche e costumi, ma anche a sbloccare, per mezzo delle “stelle”, alcuni contenuti aggiuntivi come fotografie e video, con commenti di situazioni ed eventi del gruppo talvolta poco noti. Tali stelle avranno, come al solito, un numero variabile da uno a cinque e costituiranno la principale moneta per lo sblocco dei contenuti bonus. Con una prestazione mediamente valida, e l’ottenimento di tre stelle, si avrà accesso al primo dei due contenuti (delle fotografie) legati ad una qualsiasi traccia, mentre con un’esibizione da cinque stelle si avrà accesso al secondo contenuto. L’accumulo di stelle e fotografie porterà poi all’ulteriore conseguimento dei bonus video, tra i quali si annoverano alcune chicche (ovviamente sottotitolate) che i fans degni di questo nome non vorrebbero perdersi! Un tributo che ci ricorda da molto vicino quanto di buono aveva già fatto Activision con il suo gioco a tema Metallica, ma con la sostanziale differenza dovuta ad una ricerca della caratterizzazione certosina che rende il gruppo perfettamente riconoscibile ed immerso nei determinati contesti storici nel quale le canzoni sono state scritte e presentate al pubblico. Non una semplice riproduzione delle location, ma una vera e propria immersione nel fenomeno Beatles, con alcuni excursus onirici (soprattutto durante le sezioni di Abbey Road), che sembrano estrapolate direttamente dalla cultura, dalla mentalità e dal pensiero in forza negli indimenticati anni 70. Qualcosa di intenso e bellissimo, ma purtroppo molto breve, dato l’esiguo numero di capitoli, ridotti a soli otto, e lo scarso numero di tracce presenti. Ed è proprio la brevità del gioco forse il punto che fa più storcere il naso a qualsiasi amante del rythm game moderno, se si considera che, già rispetto al recentissimo Guitar Hero 5, devastante nelle sue ottantotto tracce, The Beatles: RB può essere completato in appena una decina di ore, con uno scarto di ancora qualche ora se si intende completare al 100% le principali sfide sbloccabili con il completamento della modalità carriera. A ciò si aggiunge, inoltre, una curva di difficoltà solo raramente in salita, e comunque valicabile se non si tiene conto delle difficoltà più elevate (la qual cosa giustifica l’opzione introdotta con la “velocità smodata”). Il tutto si riscontra, ovviamente, con delle precise scelte della produzione, intenzionata come non mai a rendere l’esperienza di gioco accessibile a tutti; anche se l’implementazione di qualche traccia in più, in virtù soprattutto dell’immenso catalogo musicale messo in piedi dai Beatles, e della volontà di Harmonix di lucrare sin da subito sui contenuti scaricabili, ci ha fato storcere il naso, e non poco! Anche stavolta una modalità online nella media (costituita dalla semplice esecuzione delle tracce assieme ad altri utenti) ed i trofei/achievements presenti nelle versioni PS3 e Xbox 360 arginano in qualche modo alla longevità del titolo, tuttavia si tratta poco più che di palliativi il cui impegno profuso varia di giocatore in giocatore.


Come Together (Abbey Road - 1969)

Per ciò che concerne il reparto tecnico, The Beatles: RB è una gioia per gli occhi e per le orecchie. Complice la recente ri-masterizzazione di tutti i brani della band inglese, effettuata con tecniche d’avanguardia e frutto di un lavoro che è durato ben quattro anni, le tracce sono pulitissime, e prive di tutte le imprecisioni o le imperfezioni dovute ai mezzi di registrazione dell’epoca. Molte tracce godono addirittura delle campionature di programmi radio, da sempre presenti nelle versioni originali delle canzoni, ma sino ad oggi mai pubblicate su disco! Una gioia per i fans, ma anche un’occasione più che degna per chiunque di ascoltare dell’ottima musica. In tal senso parliamo quindi di tracce godibilissime in tutti i loro strumenti che variano dalle semplici chitarre, ai bassi, i sirtaki, i violini e quant’altro il quartetto abbia suonato nel corso della sua carriera; unica pecca è forse la non sempre eccelsa sincronizzazione tra note suonate e note a schermo che, anche a media difficoltà, complice forse l’estrema varietà di strumenti presenti in una traccia, dà talvolta l’impressione che non si stia realmente suonando quel che si sente, quanto piuttosto note fantasma o un “miscuglio” di vari strumenti. Il lip-sinc è invece perfetto, la qual cosa rende i modelli poligonali ricchi di carattere e credibili nonostante il loro stile cartoon. Passando proprio alla grafica, come abbiamo più volte accennato, questo capitolo di Rock Band non è, probabilmente, già di per se la miglior rappresentazione grafica per la serie, ma è forse (esteticamente) il miglior titolo dedicato ad una sola band mai apparso sino ad ora! Seppur è difatti vero che il titolo non gode di tutto quel lavoro di motion capture cui siamo stati abituati con GH: Metallica, è altrettanto vero che gli sviluppatori hanno messo in piedi un’opera di coinvolgimento attraverso ambienti, pubblico, strumenti, animazioni ed abiti tale da giustificare una grafica forse un po’ più “rozza” in virtù di una bellezza incisiva ed oggettiva. Un’immersione nel mondo dei Beatles a 360° di impareggiabile fattura e praticamente perfetta!


While My Guitar Gently Weeps (White Album - 1968)

Spendiamo infine due parole sulla strumentazione del gioco, per l’occasione rivista, e fedelmente replicante gli strumenti originali (e preferiti) del gruppo. I controller/strumenti di questo The Beatles: RB sono bellissimi e ricercati nei dettagli, la qual cosa offre ai fortunati acquirenti (“fortunati” visto il prezzo esoso del bundle completo) forse la migliore strumentazione disponibile per Rock Band. Se è vero che il fronte Guitar Hero è ancora imbattuto sul piano della qualità hardware, con questo spin-off Harmonix ha comunque registrato un lieve miglioramento sia nella resistenza, che nella comodità e nella velocità di risposta. Si è posta molta enfasi sulle chitarre, davvero bellissime nella loro incarnazione ”beatlesiana”, e solo marginalmente si è cercato di rendere la batteria ed il microfono degni dell’impostazione retrò del titolo (limite, lo ammettiamo, dovuto più all’effettiva costituzione degli strumenti che alla volontà di Harmonix). Sul piano hardware abbiamo quindi una promozione a pieni voti, anzi, se siete in cerca di nuovi strumenti o avete semplicemente voglia di acquistare una chitarra (di plastica) in più, forse The Beatles: RB è l’occasione che stavate cercando! Compatibilità con Guitar Hero inclusa nel prezzo.


The End (Abbey Road - 1969)

Tirando le somme: The Beatles: Rock Band è figlio di un retaggio potente sia sul piano dello sviluppo, sia su quello più puramente musicale. Guardando alla concorrenza (i famosi Metallica) ed alle esperienze passate (il disco sugli AC/DC proprio non ci è piaciuto), eravamo praticamente convinti di trovarci per le mani un prodotto mediocre e privo di mordente. Mai come stavolta siamo felici di esserci ricreduti. The Beatles: RB non è un prodotto fans only, quanto piuttosto una celebrazione della musica vissuta attraverso il leggendario quartetto londinese. Certo la scarsa durata delle ore di gioco ed una scaletta non proprio completa deluderanno parte dell’utenza; tuttavia negarsi la possibilità, a priori, di provare un titolo come questo significa due cose: non capirne niente di musica e non capirne niente di videogame! Da comprare per i fans della serie e dei Beatles, almeno da provare per tutti gli altri.

“And in the end the love you take is equal to the love you make”.
95
GRAFICA
95
SONORO
85
INNOVAZIONE
80
LONGEVITA'
90
GIOCABILITA'
80
MULTIPLAYER/ ONLINE
88
0

Come utente registrato puoi:

Se sei un utente registrato effettua il login:

Nome Utente
Password

Se non hai ancora di un account registrati qui