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  • Genere
    Azione > Avventura
  • Publisher
    Electronic Arts
  • Developer
    Double Fine Production
  • Disponibile per
    PS3 Xbox360
Data rilascio
16/Oct/2009
Disponibile
0
A+ A-

Recensione di Brutal Legend

23/10/2009 - A cura di Tim Schafer è tornato dopo quattro anni. Ci aveva lasciato con Psychonauts, un titolo interessante e particolare che aggiungeva un’altra palma alla sua collezione di capolavori. Giusto per fare il punto, Schafer è noto soprattutto per l'enorme contributo dato allo sviluppo delle avventure grafiche. E' stato coautore dei primi due Monkey Island e di The Day of the Tentacle, pietre miliari sviluppate per la Lucas Arts, mentre Grim Fandango e Full Throttle sono prodotti esclusivi del suo genio. Due lavori che per certi versi costituiscono dei precedenti per Brutal legend, che ne eredita nel complesso lo humour e per certi aspetti l'immaginario riprodotto. Il macabro Benny Calavera e il biker Ben Throttle fondono i loro universi per celebrare la gloria del Metal. Per sapere se sarà una marcia trionfale o funebre, non vi resta che mettere mano al pad (non al mouse, quelli erano altri tempi), indossare le cuffie e buttarvi nelle braccia di questa brutale leggenda.

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Anima di Metallo

Milioni di fan, un palcoscenico, fuochi, luci, chitarre distorte sono tutti elementi che fanno presagire l’inizio di un grande concerto rock. La musica parte, gli spettatori sono in delirio, ma è un delirio che col rock ha davvero poco a che fare. Una figura cupa e misteriosa osserva la scena dal backstage, è il nostro protagonista Eddie Riggs. Uomini come lui restano inorriditi dalla musica moderna, restano in disparte e fanno in modo che lo spettacolo fili liscio, che sia spettacolare, del resto è questo il lavoro di un “roadie”. Eddie ha nel cuore un’anima di metallo, e per questo è destinato a calcare palcoscenici ben più importanti di questi superficiali miti attuali.
E’ proprio ad uno di questi eventi che Eddie perde fatalmente la vita nel compiere il suo mestiere, ma per questo eroe della vita quotidiana la morte non significa la fine ma solo l’inizio di quella che sarà la sua nuova carriera. La trama di Brutal Legend prende vita pochi attimi dopo lo sciagurato incidente: ci risveglieremo in un mondo sconosciuto fatto di ossa, metallo e sangue. Ogni pixel dello schermo trasuda di elementi tipici della cultura metal, ogni dettaglio è oro colato per i fan di questo genere musicale. Anche i non avvezzi a queste sonorità riusciranno comunque ad apprezzare l’impostazione scenica del titolo, trovandola appropriata e ricca di dettagli.
La nostra avventura inizia in maniera prepotente, per poi rallentare fino al rush finale di eventi. La narrazione tende a seguire quella che potrebbe essere una scaletta di un concerto, pezzi veloci e frenetici si alterneranno ad altri più lenti e ritmati. Il protagonista dalle prime battute di gioco si rivela essere un personaggio interessante, riuscendo in poco tempo ad ottenere la stima del giocatore. In molte occasioni la sua ironia fa nascere sorrisi, tuttavia il suo comportamento lascivo non è da prendere come superficiale. In molte occasioni, infatti, le sue gesta nobili e altruiste prevarranno sulla sua parte più affabile e "piaciona".
La struttura narrativa, pur essendo orchestrata in maniera superba, pecca purtroppo di innovazione. Il compito del giocatore è quello classico di salvare il mondo, i cui abitanti sono resi schiavi da un perfido demone. Se il canovaccio ideato dagli sviluppatori non è dei più brillanti, gli eventi secondari e gli intrecci personali tra i protagonisti risultano essere ben studiati. Lo stesso Eddie ed il suo passato nascondono segreti e collegamenti con un grande demone da lui inavvertitamente risvegliato; i personaggi secondari saranno attivi nel corso della narrazione causando eventi inaspettati che rendono la storia più profonda e complessa.
Una trama che viene vissuta dall’inizio alla fine con intensità ma che appare a tratti poco ispirata, soprattutto vista l’esigua durata della storia principale.

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Metal Island

La cornice che fa da sfondo alle vicende di Eddie Riggs è la classica isola che abbiamo visto e rivisto nella miriade di open word. I confini tracciati con forza dal mare tempestoso permettono di delimitare perfettamente il regno del metal. “Gross” (tamarro) è la parola che meglio descrive il carattere che pervade questo mondo. Ampi spazi e mastodontiche montagne sono l’elemento più comune del paesaggio, a tratti intervallato da zone più caratterizzate. Spesso le sconfinate distese sono interrotte da pezzi di autostrada in decadimento, oppure dagli sporadici monumenti che celebrano il Metallo e i suoi seguaci. Sugli sfondi ispirati alle cover di Arise dei Sepultura o Fear of the Dark degli Iron Maiden, si affollano una fauna a metà tra fiaba celtica e incubo gotico: orsi borchiati, alci mannare e porcospini esplosivi sono solo alcuni elementi partoriti dall'infinita fantasia di Schafer. Il tutto perfettamente frullato attraverso una riproduzione del ciclo giorno/notte impreziosita da sporadici temporali e livide giornate di sole. I Double Fine, comunque, non hanno cercato minimamente di combattere le limitazioni tecniche che l’open world porta con sé, ma anzi ne hanno tratto forza. Lasciato da parte un realismo fotografico irraggiungibile, è l’elemento quasi caricaturale, l’esagerazione a condurre il gioco. Eddie Riggs, cosi come i comprimari di quest’avventura, sono la perfetta riproduzione dei luoghi comuni che circolano tra fan e detrattori. Eccessivi nei volti, nelle movenze e nelle parole, i personaggi di Schafer sono quanto di più divertente, dissacrante e coinvolgente ci sia capitato sotto gli occhi in questi ultimi anni. L’effetto complessivo è aumentato da un perfetto doppiaggio, affidato ad un cast di star infinite che vanno da Jack Black a Lemmy Kilmister dei MotorHead, e dalla spettacolare colonna sonora che vanta circa 100 pezzi delle migliori band Metal. La musica è la regina incontrastata di questo titolo. Ogni brano sbloccato, ogni pezzo che suona accompagnando le nostre avventure è puro piacere per le orecchie. E’ anche un occasione per tornare alle radici e ricordare il suono genuino delle chitarre distorte. Schafer ha voluto palesemente celebrare quel suono scomparso, quelle band che hanno fatto grande un genere che rischia di morire nelle contaminazioni. Non a caso Brutal Legend vi accoglie sin dalle prime battute con un vecchio disco vinile, da scartare lentamente per accedere ai menu di gioco.

!==PB==!

Flying V and Brutal Axe

Schafer aveva in cantiere Brutal Legend da diversi anni e l’ha sempre pensato come un titolo diverso dai suoi altri lavori. Ecco che ci troviamo tra le mani un free-roaming con influenze action e sonorità che guardano al real-time strategy. L’essenzialità che campeggia nella parte tecnica sono bilanciate da un gameplay a dir poco corposo. La cornice free-roaming è quella di sempre: missioni principali e missioni secondarie si alternano tra loro, nascoste in diverse location della mappa. Se le missioni secondarie risultano abbastanza ripetitive tra gare automobilistiche, battute di caccia e qualche imboscata agli acerrimi avversari glam-rock, la campagna principale è ricca di sorprese. Più che vere e proprie missioni avremo dei compiti che ci porteranno a scoprire un pezzo di storia e a reclutare un esercito per combattere la nostra guerra che non mancherà di impegnarci in battaglie campali. E’ qui che entra in campo la componente strategica: allestiti due palchi, le due fazioni si daranno battaglia all’ultimo sangue. Dovremo assicurarci l’appoggio dei geyser di fan, una sorta di flusso di fan-fantasmi, che sbucano dalle viscere della terra del metallo. Assicurate le bancarelle di gadget intorno ai geyser, inizieremo a produrre moneta per truppe e mezzi. Per conquistare questi fan basterà suonare un assolo di chitarra apposito e avrete ben presto una schiera di fedeli pronti a sborsare soldi indispensabili per creare la vostra armata. Bisogna precisare che i nostri seguaci potranno anche cambiare fazione e schierarsi con il nemico; se la torre dei fan verrà attaccata e distrutta, il nemico è in grado di convertire i fan e quindi limitare i nostri fondi.

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Il combattimento prevede una fase iniziale in cui dovremmo creare le nostre unità, tramite il solito tasto dorsale possiamo accedere alla tipologia di guerrieri disponibili. Per creare ogni alleato bisognerà disporre di un certo numero di fan, il costo di ogni unità ovviamente varia a seconda della potenza. Tra quelle disponibili troviamo: guerrieri semplici, postazioni mobili, artiglieri, una sorta di ambulanza mobile, cani infuocati. La varietà è sicuramente assicurata, in modo che il nostro frontman riesca sempre ad avere l'uomo giusto al momento giusto. Tramite il d-pad possiamo impartire gli ordini al nostro battaglione: un comando per attaccare, uno per farsi seguire ed un altro per mantenere la posizione. Un sistema piuttosto semplice ed immediato che assicura sin da subito un ritmo di gioco veloce e divertente. Possiamo anche decidere di mandare all'attacco solo una parte dell'esercito, mentre un'altra resterà in difesa del nostro palco. Per portare a termine questi scontri il nostro eroe dovrà prima sterminare le difese avversarie, conquistare i fan in modo da limitarne i fondi ed infine distruggere completamente il palco nemico.
Eddie Riggs non si sottrarrà alla battaglia ma sarà in prima linea a combattere per la vittoria armato con una pesante ascia a due lame e una spettacolare Gibson Flying V. Ora se è facile capire che l’ascia sarà utile a squartare ed affettare i nemici come nel più classico degli action (con attacchi veloci ed altri più potenti ma con un esecuzione più lenta), viene più difficile immaginare l’utilizzo di una chitarra elettrica. La Flying V è l’arma di distruzione definitiva, un devastante strumento di morte che con i dovuti potenziamenti si dimostrerà inarrestabile. Brutal Legend celebra la potenza della musica e lo fa con un pezzo di pregevole fattura. La nostra chitarra non solo ci aiuterà nelle combo lanciando scariche elettriche in grado di fulminare i nemici, ma è anche un potente strumento in grado di trasformare il mondo che la circonda. Richiamata la ruota delle tablature con il grilletto sinistro, avremo accesso agli spettacolari poteri della musica. Un'interfaccia simile a quella di Guitar Hero o Rock Band, ci permetterà di suonare degli assoli dagli effetti devastanti: potremo evocare bestie mitiche da utilizzare in combattimento, sciogliere i volti degli avversari con un potentissimo riff, oppure risvegliare in alcuni luoghi la Forgiamotori. Al suo interno ci accoglierà Ozzy Osburne in versione "Guardiano del Metal" che, in cambio di tributi di fuoco ottenuti con le missioni, ci permetterà di potenziare le nostre armi e il nostro bolide.Tra cromature e verniciature, migliorie per l’ascia e teste da scolpire nell’equivalente metallaro del monte Rushmore, la brama di Tributi di fuoco aumenterà sensibilmente l’interesse verso le missioni secondarie.

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Un riff che allunga la canzone

La modalità multiplayer ricalca fedelmente quelli che sono gli scontri strategici visti durante il single player. Interessante è la possibilità di allenarsi contro nemici controllati dal computer; grazie a più livelli di difficoltà questa impostazione risulta di vitale importanza per affinare le proprie strategie. Il divertimento maggiore è sicuramente regalato dalle sessioni contro avversari umani: controllando una delle diverse fazioni potrete cimentarvi in sfide appassionanti e divertenti. L’aspetto strategico è sicuramente ben congegnato, tuttavia va un po’ a stonare con i ritmi veloci degli scontri online: più volte capita di non aver abbastanza tempo per ponderare le scelte. La meccanica action infatti va ad inficiare sul risultato di questa modalità.
Buona la gestione dei match che come sempre si dividono in partite classificate e amichevoli. L’aspetto più divertente è sicuramente quello di poter controllare fazioni di guerrieri altrimenti inaccessibili durante la campagna principale. Le mappe di gioco sono discrete ma difficilmente vi ritroverete ad amarle per qualche aspetto in particolare.
Nel complesso il multiplayer è di buona fattura e riesce nell’intento di aumentare la longevità del titolo regalando qualche ora di divertimento aggiuntiva.


Lui è Leggenda, Lui è Brutale

Terminato questo concerto di sangue non possiamo far altro che tornare alla vita normale, segnati da quello che è stato un percorso divertente ed inaspettato. Schafer ancora una volta ci ha regalato un'avventura epica, che va vissuta con intensità e che riesce a coinvolgere solo come le grandi opere sanno fare. Il cast dei personaggi è vivo, appariscente, esagerato, in poche parole è rock 'n roll.
Passando al gameplay, sicuramente non sarà come impugnare il plettro del diavolo, ma comunque vi sentirete soddisfati ed appagati da una sorta di "demoniaco" divertimento. L'azione di gioco è variegata, passando dal free-roaming, all'action puro senza disdegnare una componente strategica semplice ma ben studiata. La componente grafica non brilla certo per leziosismi tecnici, ma riesce nel suo intento tramite uno stile unico ed una caterva di citazioni del mondo metal. Un gioco consigliato a chi vuole divertirsi con un gameplay semplice e divertente, un gioco che diviene dogma per tutti i fan di questo genere musicale. Per tutti gli altri, lasciate stare, siete troppo lenti per un gioco così brutale.



82
GRAFICA
91
SONORO
88
INNOVAZIONE
74
LONGEVITA'
93
GIOCABILITA'
77
MULTIPLAYER/ ONLINE
84
0

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