The Last of Us Part II uscirà nel 2019 secondo il compositore della colonna sonora

Gustavo Santaolalla, compositore della colonna sonora di The Last of Us, in una intervista rilasciata alla radio argentina Vorterix ha rivelato il periodo di uscita del secondo capitolo della serie. Santaolalla si è infatti lasciato scappare che Naughty Dog ha intenzione di completare i lavori sul gioco nel 2019, anche se la software house non ha neanche lontanamente pensato a una data più precisa.

45 Commenti a “The Last of Us Part II uscirà nel 2019 secondo il compositore della colonna sonora”

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  1. adenosina on
    Hikari90

    Certo dovresti spiegarmi ancora il 'pretestuoso' ed il 'fuori contesto'… dici che l'IA fa parte del gameplay, ma che multiplayer e difficoltà non sono pertinenti, mi lasci un po' perplesso.

    Il multiplayer è una componente accessoria che può essere tralasciata bellamente ai fini di valutazione, la difficoltà idem in quanto non mina la godibilità sia che la giochi ad ultra facile o che la giochi ad impossibile, invece ia non è perfetta a qualsiasi grado di difficoltà.

  2. Hikari90 on
    adenosina

    Il multiplayer è una componente accessoria che può essere tralasciata bellamente ai fini di valutazione, la difficoltà idem in quanto non mina la godibilità sia che la giochi ad ultra facile o che la giochi ad impossibile, invece ia non è perfetta a qualsiasi grado di difficoltà.

    Sono totalmente in disaccordo, il fatto che il multiplayer sia accessorio lo decidi soggettivamente, idem il livello di difficoltà.
    TLOU da sopravvissuto a salire è un altro gioco, lo si vive diversamente.

  3. adenosina on
    Hikari90

    Sono totalmente in disaccordo, il fatto che il multiplayer sia accessorio lo decidi soggettivamente, idem il livello di difficoltà.
    TLOU da sopravvissuto a salire è un altro gioco, lo si vive diversamente.

    Tu hai la tua visione che è assolutamente legittima, ma è un dato di fatto che il multiplayer è una componente in più che se mancante non crea nessun danno a quella che è l'essenza del gioco, ovvero la sua storia.

    Per lo stesso principio la difficoltà è relativa perché non intacca quello che vuole essere il cuore dell'esperienza ovvero la storia raccontata. Per cui che tu lo giochi a difficile o a facile quello che cambia è l'interazione che hai con la storia ma non la sua fruizione, anche perché questi giochi sono creati con in mente un pubblico più vasto possibile per cui spingere su un'esperienza troppo punitiva o hardcore renderebbe troppo poco accessibile la narrazione(punto centrale del gioco)

  4. Giangia on
    adenosina

    Tu hai la tua visione che è assolutamente legittima, ma è un dato di fatto che il multiplayer è una componente in più che se mancante non crea nessun danno a quella che è l'essenza del gioco, ovvero la sua storia.

    Per lo stesso principio la difficoltà è relativa perché non intacca quello che vuole essere il cuore dell'esperienza ovvero la storia raccontata. Per cui che tu lo giochi a difficile o a facile quello che cambia è l'interazione che hai con la storia ma non la sua fruizione, anche perché questi giochi sono creati con in mente un pubblico più vasto possibile per cui spingere su un'esperienza troppo punitiva o hardcore renderebbe troppo poco accessibile la narrazione(punto centrale del gioco)

    Quello che dici è giusto ma non c'è dubbio che se un gioco del genere viene affrontato in difficoltà sopravvissuto, cambia totalmente in termini di immersione e soddisfazione.

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