Nintendo Switch: un mese con la nuova console Nintendo - Approfondimento

Oggi 3 aprile Nintendo Switch compie esattamente un mese dalla sua uscita nei negozi.
Un mese che mi ha permesso di approfondire la sua conoscenza, esplorandone ogni aspetto e soprattutto valutandone in modo approfondito il feedback come console vera e propria.
Non c’è da stupirsi se in questo mese Nintendo Switch ha catalizzato il 100% delle mie attenzioni, del resto le 90 e passa ore su Legend of Zelda: Breath of the wild sono lì a testimoniarlo. Vuoi per la novità, vuoi per il capolavoro che è la nuova avventura di Link e soci, vuoi per la sua natura ibrida, in questo mese mi è capitato raramente di accendere una delle altre due console di cui sono in possesso. Se l’ho fatto è stato solo per togliermi qualche aggiornamento di cui ero venuto a conoscenza e per verificare che tutto fosse ancora funzionante (XboxOne è stata anche più di un mese spenta).
Tutto quello che avevo esposto in fase di hands on i primi giorni in cui ho messo mano alla console rimane valido.
Ma procediamo con ordine e vediamo cosa mi è piaciuto e continua a piacermi dopo un mese e cosa invece il tempo ha permesso di valutare meglio e magari vorrei cambiare.

Cosa non mi ha convinto

In realtà questo aspetto l’avevo già esposto nel primo hands on, ossia l’impossibilità ad oggi di salvaguardare i nostri salvataggi.
Se questo aspetto mi preoccupava dopo aver aperto la scatola della console e aver un po’ giochicchiato con i giochi a disposizione, diciamo tranquillamente che oggi dopo quasi 100 ore su Zelda, mi terrorizza.
Se la console va in assistenza, dipenderà solo ed esclusivamente dal danno per cui ci è andata se potremo recuperare o no i nostri salvataggi. Se ad essere interessata al danno è la parte di memoria, probabilmente dovremo salutarli insieme a tutte le nostre ore passate a giocare.
Dopo un mese speravo che Nintendo avrebbe chiarito questa situazione, non dico aprendo ad un salvataggio su supporto esterno, foriero di hack e manipolazioni varie, ma almeno ad un salvataggio in cloud.
Se già era una grave mancanza il giorno dell’uscita, dopo un mese diventa una gravissima mancanza.

L’altro aspetto che non mi ha convinto o comunque vorrei vedere maggiormente sviluppato è l’aspetto social.
Mi spiego meglio.
Personalmente degli obiettivi/trofei, dei social network, e compagnia bella non mi interessa minimamente, ma della possibilità di contattare chi ho nella lista amici sì.
Manca anche un preistorico sistema di messaggistica, qualcosa che mi permetta di dare un senso a quella lista, così come la possibilità di condividere le mie immagini con un altro giocatore, senza passare necessariamente da un social network.

Il sistema di cattura delle schermate di gioco è ottimo, non è invasivo, non interrompe la partita, non rallenta il nostro gioco. La qualità però delle schermate catturate è molto bassa, vengono tolti i filtri, la risoluzione massima è quella della modalità tablet, anche se la cattura viene effettuata in modalità dock e manca ancora la possibilità di catturare video.
Durante le mie partite a Legend of Zelda ci sono state battaglie che avrei voluto filmare per la loro epicità, senza la necessità di avere una scheda di acquisizione e soprattutto poterlo fare in completa mobilità.
Capisco che questo possa essere un aggravio oneroso per le performance della console, ma confido nelle capacità dei programmatori della grande N.

Cosa mi ha convinto e soddisfatto

Dopo un mese di uso intenso posso confermare che l’aspetto più importante e catalizzante della console è proprio la sua natura ibrida stessa. La possibilità di continuare a giocare in mobilità, lontani da casa, o sul divano lasciando libera la tv, o sfruttando i grandi pannelli che abbiamo nelle nostre sale è stato quello che mi ha permesso di accumulare così tante ore di gioco in un solo mese.
In modalità portatile la console si comporta egregiamente, lo schermo di dimensioni giuste permette di godere di ogni tipologia di gioco, dall’avventura epica di Zelda, all’action furioso di un Metal Slug, alle corse furiose di un Fast RMX anche a schermo condiviso.
Con il suo solo etto in più rispetto al New 3DS XL, è possibile giocare per ore senza avvertire stanchezza alle braccia o ai polsi, mentre la posizione della mani e delle dita richiede un periodo di assestamento.
Inizialmente preferivo giocare in modalità tabletop, con la console su una scrivania sostenuta dal suo stand posteriore e i joy-con sconnessi anche quando ero fuori casa, oggi, dopo un mese, preferisco giocare in modalità portatile. La stessa cosa mi successe con Ps Vita, inizialmente non trovavo la corretta posizione delle mani e questo mi portava affaticamento e leggeri crampi ai polsi, dopo qualche tempo invece l’avevo trovata e questo mi permetteva di giocare per ore senza problemi.

La line up inizialmente debole, sostenuta solamente da quel capolavoro di Zelda, non mi aveva preoccupato più di tanto. Infatti in un mese abbiamo visto arrivare in pratica un gioco nuovo ogni 2 giorni. Certo non stiamo parlando di tripla A, ma parliamo comunque di giochi piacevoli che si sposano perfettamente con la natura stessa della console. Questa settimana, ad esempio, potremo mettere le mani su Has-Been Heroes, la nuova produzione dagli autori di Trines e su Lego City Undercover, nel mese di Aprile avremo Wonderboy e Mario Kart 8 Deluxe, più indie molto interessanti come Graceful Explosion Machine. Il centellinare le uscite ha permesso a Nintendo di non lasciare la nuova console sguarnita e lasciata a se stessa, mantenendo un interesse alto anche e soprattutto verso prodotti minori, ma che trovano una loro dimensione in questa console.
Non è da escludere che Nintendo Switch possa diventare una dream machine per gli indie accompagnati dai first party Nintendo. Se poi parliamo di indie della caratura di Wonderboy, Yooka-Laylee, Monsterboy, Hollow Knight, e compagnia cantante chiedo solo dove debba firmare.

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