Netgear Orbi - Hardware-Test

Abbiamo avuto modo di trattare alcune volte di tematiche legate al WI-FI in queste pagine, ormai strumento fondamentale per distribuire contenuti e accesso internet all’interno delle nostre abitazioni.

Ne abbiamo discusso molto perché è un argomento abbastanza complesso che si è ulteriormente complicato con l’arrivo di connessioni a banda ultra larga, contenuti in streaming in HD e 4K e in generale la presenza di decine di dispositivi all’interno dell’abitazione (noi ne abbiamo contati in media 15/20 nelle nostre). Queste variabili, unite alla struttura della casa/appartamento, rendono in alcuni casi obsoleto e poco efficace lo storico router/modem, magari dato in comodato d’uso dal provider, con cui siamo sempre stati abituati ad aver a che fare. Se da un lato una volta un router WI-FI si limitava a distribuire la connessione (spesso ADSL) tra pochi dispositivi, ora serve che la banda da decine di Megabit venga distribuita senza perdita di performance tra decine di prodotti in contemporanea.

I colli di bottiglia sono tanti e non per forza sempre uguali tra diverse realtà domestiche: con l’occasione di scrivere le nostre impressioni su di un prodotto come Netgear Orbi, volevamo illustrarvi un po’ le nostre considerazioni e consigli per avere una connessione adatta al vostro ambiente casalingo, senza la presunzione di credere che queste siano regole universali e sempre corrette.

Abbiamo individuato fondamentalmente 3 criteri sui quali basarsi per ingegnerizzare al meglio l’infrastruttura WI-FI: la metratura e la struttura della vostra abitazione, la portante della vostra linea internet (la velocità, espressa in MBps o Mbps, la potete calcolare usando gli innumerevoli tool online o app per cellulare, genericamente chiamati Speed Test) e il numero e tipologia di dispositivi all’interno della vostra abitazione. La combinazione di questi determinerà in maniera più o meno corretta la soluzione che fa per voi, a scelta tra le 3 attualmente presenti sul mercato:

Router-Only, quindi tutto demandato ad un unico Access Point che si prenderà la briga di smistare il traffico, interfacciarsi ad internet e gestire i dispositivi,

Router+Extender: fondamentalmente come la precedente ma con uno o più dispositivi di rete, chiamati Extender, utili a migliorare la copertura all’interno dell’abitazione. Gli Extender possono essere di vario tipo o tecnologia.

Rete Mesh: quando gli apparati di trasmissione e ripetizione iniziano a diventare numerosi, si parla semplificando il discorso di reti Mesh o a maglie. Non è semplicemente un router con più extender che per forza portano con loro un dimezzamento delle performance dovuto al traffico bidirezionale proprio della soluzione, ma una tipologia di rete che punta a distribuire una connessione coerente all’interno dello spazio coperto.

E’ la novità del momento e tutti i produttori vi ci stanno fiondando per proporre le proprie soluzioni. Netgear, in particolare con Orbi giunto ormai alla seconda generazione (tecnologicamente parlando), ha creato un dispositivo che unisce la semplicità di una configurazione a prova di “mamma” a prestazioni che non hanno al momento paragone sul mercato in termini di copertura e velocità. Vediamolo un po’ più nel dettaglio prima di continuare con la nostra guida, in modo da capire anche cosa offre dal punto di vista tecnico che la rende una soluzione unica sul mercato.

Orbi è un termine latino che potrebbe essere tradotto sia come cerchio che come mondo/globo. È un nome azzeccato perché se da un lato il cerchio è rappresentato dal led circolare di stato che fa capolino in cima ai prodotti che vanno a comporre la soluzione, dall’altro dà l’idea di globalità, completezza e totalità che la soluzione promette di portare all’interno delle abitazioni.

In generale, si presenta sempre con un dispositivo che funge da unità centrale/router (l’unica dotata di porta WAN, ovvero quella destinata al collegamento con il vostro modem, mentre sono presenti 4 porte ethernet per collegare via cavo altri dispositivi) e uno o più satelliti destinati a distribuire il segnale.

È presente in varie versioni che differiscono sostanzialmente per la metratura coperta da singola unità. I satelliti più piccoli, poi, possono essere collegati direttamente alla presa di corrente (a mo’ dei classici Powerline, privo però di porte ethernet) mentre quelli medi e con portata massima sono identici esteticamente alla base/router, dei piccoli “vasi” bianchi alti 20cm molto gradevoli alla vista che potrebbero far capolino tranquillamente in qualsiasi soggiorno, integrandosi perfettamente all’arredamento circostante. Del resto è proprio rimanendo “a vista” e non relegati in qualche scansia o antro della casa che questi apparati danno il meglio come performance. Niente luci ad effetto albero di natale: una soluzione pensata per diventare invisibile ma efficace.

Al momento sono presenti sul mercato italiano numerosi modelli e kit che variano, come si diceva, per la copertura/banda gestibile (sono tutti in tecnologia 802.11AC, con banda di 3000 Mbps nei modelli superiori e 2200 Mbps in tutti gli altri) e per la tipologia, ovvero KIT, unità singola o unità da presa a muro.

Abbiamo cercato di riassumere il tutto in questa tabella:

Codice Prodotto

Copertura (in m² di superficie)

Tecnologia

Descrizione

Prezzo

RBK53-100PES 525m² complessivi

AC3000

Kit: 1 Base + 2 Satellite Normale

599,99 €

RBK50-100PES 350m² complessivi

AC3000

Kit: 1 Base + 1 Satellite Normale

429,99 €

RBS50-100PES 175m² aggiuntivi ciascuno

AC3000

1 Satellite Normale

249,99 €

RBK43-100PES 375m² complessivi

AC2200

Kit: 1 Base + 2 Satelliti Normali

399,99 €

RBK40-100PES 250m² complessivi

AC2200

Kit: 1 Base + 1 Satellite Normale

299,99 €

RBK30-100PES 200m² complessivi

AC2200

Kit:1 Base + 1 Satellite da presa a muro

279,99 €

RBS40-100PES 125m² aggiuntivi ciascuno

AC2200

1 Satellite Normale

169,99 €

RBW30-100PES 100m² aggiuntivi ciascuno

AC2200

1 Satellite da presa a muro

149,99 €

Si configura in 2 minuti esatti di orologio, l’abbiamo cronometrato noi. Si installa la base/router, la si connette alla rete elettrica grazie all’ENORME trasformatore in dotazione (era proprio necessario farlo così grande???), si collega il cavo del modem (ecco un appunto anche qui…ma fare un modello anche con il modem dentro no?) ed il gioco è fatto se avete acquistato Orbi in kit. Si, perché nei kit i satelliti sono già accoppiati alla base. Se invece dovete aggiungere un satellite vi basterà premere un tasto sulla base, correre e premere un tasto sul satellite e poi tornare alla base per confermare. Il tempo qui varia solamente in base al vostro livello atletico nel correre sui e giù per le scale. A confermare la bontà della sincronizzazione c’è un led di stato, circolare come dicevamo, che diventa blu se tutto è andato a posto o rosso se ci sono problemi, anche di comunicazione con i nodi successivi. Il led una volta che tutto è andato a buon fine si spegne e non si riaccenderà più.

Se il modem fornitovi dal provider non avesse la possibilità di collegarsi via cavo alla base Orbi, o semplicemente non sapere cosa collegare e dove neanche dopo aver letto il manuale o guardato 100 tutorial su YouTube, niente paura: la stessa base farà sua la connessione WI-FI presente nel modem (ovviamente immettendone la password nell’apposito menù presente nell’app o nell’interfaccia web) e la distribuirà poi per tutta la casa. L’unico “svantaggio” è che l’unico collo di bottiglia quando si usa Orbi sta nel collegamento tra Base e Modem, quindi se è via cavo potete andare sicuri di eliminarlo, usando il WI-FI del modem, magari un vecchio modello con tecnologie ormai obsolete, rischiate di crearlo.

Ci sono poi le classiche applicazioni per cellulare che vi permetteranno di modificare parametri relativi alla connessione, come il cambiare password per accedere alla rete, cosa che consigliamo subito di fare, gestire i dispositivi collegati etc. Netgear nell’ambito app presenta diverse applicazioni che purtroppo creano solo confusione nell’utilizzatore medio. Se ne esistesse una unica in grado di fare tutto, sarebbe l’ideale (Netgear UP consente la gestione più semplice, Netgear Genie quella un po’ più avanzata, Orbi App altre cose ancora etc). Sono presenti le possibilità di creare una rete per gli ospiti (senza dover dar loro la password e limitandone l’accesso al solo internet), impostare i controlli parentali per limitare l’accesso ai più piccoli e l’aggiornamento automatico del firmware.

I vantaggi nell’usare una soluzione Orbi, anche se sarebbe corretto estendere il discorso all’intera gamma Netgear Mesh, sono evidenti: una unica rete WI-FI con lo stesso SSID valido per tutta la casa. La gestione Daisy Chain farà sì che in qualsiasi punto della casa vi troviate il vostro dispositivo si collegherà sempre al satellite in grado di offrire le migliori prestazioni, tenuto conto della portante disponibile e dei dispositivi collegati. Il passaggio tra una zona all’altra sarà invisibile, così come pure l’uso della banda a 2.4 o a 5 GHz sarà a completa discrezione della gestione Orbi grazie alla Smart Connect.

Ritornando però al discorso sulla migliore configurazione sulla base dei tre criteri individuati in precedenza, partiamo dalla gestione più semplice, quella solo Router, per comprende meglio i punti di forza del sistema Orbi.

Una configurazione solo Router, collegato ad un modem (esistono in commercio anche Router con modem integrato, anche se personalmente ne sconsigliamo l’acquisto dato che il modem è spesso soggetto a guasti dovuti a sbalzi di tensione all’interno della linea telefonica), è quella presente in gran parte delle abitazioni e quasi sempre è quella più funzionale. C’è un’unica connessione WI-FI, su una o più bande in base al router che possedete, in grado di far accedere all’esterno i vostri dispositivi. In questo scenario entrano in gioco le criticità già citate: configurazione ambiente, banda passante e numero e tipologia dispositivi.

Se la vostra connessione è “importante”, diciamo sopra i 50Mb/s se proprio vogliamo dare i numeri, per assicurare che i dispositivi possano tutti uscire alla massima velocità è necessario avere un router con tecnologia quantomeno 802.11N o meglio ancora AC. Solo queste due possono garantire una buona copertura e picchi di velocità in linea con la vostra connessione internet. Il numero di dispositivi e la loro tipologia implicano poi che il router debba avere la potenza e la tecnologia per poterli gestire contemporaneamente, quindi devono essere presenti più antenne, magari dotate di più bande servibili. Ogni dispositivo deve essere gestito come se fosse l’unico presente, indipendentemente dalla presenza di altri collegati. Se siete gamers o avete altre necessità oltre a navigare e leggere le vostre email, esistono in commercio router più performanti in grado di garantire prestazioni adeguate alle vostre necessità.

Questi descritti sono tutti scenari in grado di essere gestiti benissimo da un solo apparecchio. Il discorso si complica notevolmente quando la metratura e la muratura della vostra casa non permettono al router di distribuire il segnale, creando delle zone morte, prive di connessione, alle quali dovete porre rimedio.

La soluzione più economica è quella di un Extender di rete: ne esistono di svariati tipi ed il costo varia in base alle prestazioni che sono in grado di fornire. Se la vostra necessità è quella di coprire queste zone morte ma avete una portante di pochi Mbps e usate internet per navigare, vedervi qualche filmato su YouTube e leggere la posta allora con una Powerline o con poche decine di euro ve la potete cavare benissimo.

Se i bisogni sono altri allora dovete tenere presente che i normali extender di rete sono disposti in fila devono sempre comunicare con il nodo che li precede. Devono però allo stesso tempo comunicare anche con i dispositivi ai quali portano il segnale. Tenendo questo a mente lo scenario, mano a mano che si aggiungono extender, vedrà il dimezzarsi della banda wifi messa a disposizione, con relativo decadimento delle performance (anche nel caso di una topologia a stessa, la banda al massimo si dimezzerà essendoci solo rapporti tra extender e router).

Orbi, così come gli Extender Mesh (ad esempio il modello EX8000) che abbiamo avuto l’opportunità di provare per diverso tempo, non hanno alcun decadimento di prestazioni nel momento in cui vengono inseriti i nodi, dato che utilizzano una banda Quad Stream a 5Ghz per 1733Mbps teorici per comunicare tra di loro. Per i dispositivi collegati alla rete utilizzano un’altra connessione via radio, questa con performance che varia in base al prodotto che acquistate e ovviamente al dispositivo che andrete a collegare.

Fondamentalmente ogni nodo è come se fosse quello che comunica direttamente con il modem: avete le stesse prestazioni sia agganciandovi al router sia a uno qualsiasi dei satelliti presenti nelle vostre mura, anche quello posto nella zona più remota della casa (ovviamente ogni nodo deve comunicare con il successivo). Il costo da sostenere per questa configurazione è importante e non adatto a tutte le tasche. Gli unici punti a sfavore sono rappresentati dal fatto che la rete Orbi può essere estesa solo con altri Orbi e non con prodotti di altri marchi, e da dei trasformatori di dimensioni troppo generose. Vogliamo anche aggiungerci il fatto che non sono presenti porte USB né sulla base né sui satelliti, cosa che poteva essere gradita per aggiungerci un disco condiviso o una stampante di rete. Un modello con modem incorporato, date le cifre in gioco, poteva molto probabilmente esserci già in fase di lancio.

Molti accetteranno qualche compromesso e si terranno in tasca un centinaio di euro, altri potrebbero spenderne di più decidendo di cablare tutta la casa. Sono scelte che vanno fatte in base al budget e alle necessità. Noi possiamo solo dirvi che Orbi attualmente è la soluzione che offre la migliore copertura e le migliori performance di rete presente sul mercato, nonostante ci siano anche altri competitor che offrono prodotti analoghi (magari ancora non in Italia). Aggiungeteci poi il fatto che sono appena stati presentati al CES 2018 dei satelliti Orbi da esterno…ma vi immaginate a guardarvi qualcosa su Netflix (magari con il vostro Switch, sempre se rilasceranno l’applicazione) comodamente spaparanzati in giardino o a bordo piscina la prossima estate??

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