Sea of Thieves – Final Beta - Hands-On

A poco meno di una settimana dal lancio, previsto per il 20 marzo 2018, Rare ha deciso di rendere giocabile per il fine settimana appena trascorso la Final Beta di Sea of Thieves. Dopo aver provato diverse versioni del gioco, partendo dalla closed alpha di dicembre e passando per diverse closed beta, abbiamo potuto mettere mano a quella che dovrebbe essere la versione finale (1.0 per essere più precisi) del gioco, rendendoci conto di quanto il gioco di Rare sia maturato nel corso di questi mesi: sarà sufficiente per rilanciare a pieno regime l’ecosistema Xbox? Per il verdetto finale bisognerà attendere la recensione del titolo, ma le premesse sembrano senza dubbio essere delle migliori.

I sette mari mai così vivi

Nelle prove che fino a qui avevamo effettuato, il mondo di gioco ci appariva tutto sommato ben realizzato, con uno stile cartoonesco allegro e molto gradevole, e una notevole dimensione della mappa di gioco. Gli interrogativi maggiori erano rappresentati dalla monotonia di questo mondo di gioco, presentava gli stessi personaggi in ogni avamposto, nessuno tipo di forma di vita tranne quella degli altri giocatori e dei pirati presenti nei locali dei punti di partenza e di ritrovo, con le quest che erano disponibili solo presso il Cercatore d’oro: come si cominciava ad intuire dallo scorso scale test, in questa prova finale di Sea of Thieves tutti questi elementi sono stati decisamente affinati e, per fortuna, resi anche molto più vari. Si comincia con la scelta del proprio personaggio: sebbene non si possa creare da zero il proprio avatar, Rare ha realizzato un sistema che ci permette di scegliere tra otto pirati alla volta il nostro personaggio, ognuno caratterizzato da delle animazioni proprie. Una volta entrati nel mondo di gioco, si potranno comunque cambiare determinati aspetti del nostro alterego, come barba e capelli ad esempio, per renderlo quanto più possibile di nostro gradimento. Oltre alla personalizzazione del proprio personaggio, finalmente è stata introdotta anche quella della nave: sarà possibile infatti acquistare elementi caratteristici per rendere unico il proprio vascello all’apposita bottega, situata accanto al molo in ogni avamposto, dove potremo personalizzare, comprandole con il denaro di gioco, vele, scafo e decorazioni del nostro vascello.

Sono stati aggiunti moltissimi capi di abbigliamento con cui conciare il nostro pirata, così come sono stati aumentati gli oggetti per tipo e design dell’inventario e, soprattutto, è stato considerevolmente aumentato il numero delle armi: possiamo portarci due armi con noi e si parte con spada, pistola, fucile e fucile di precisione. Per ogni tipo di oggetto utilizzabile nel gioco c’è la rispettiva bottega, che ci permette di acquistare oggetti nuovi e di aggiungerli al nostro inventario, che possiamo consultare anche sulla nostra nave. La novità più attesa, e gradita, è sicuramente quella relative alle quest: esistono tre organizzazioni dalle quali possiamo accettare incarichi. La prima già la conoscevamo, ed è la gilda dei cercatori d’oro, la seconda invece è l’alleanza dei mercanti, che ci fornisce principalmente quest dove ci è richiesto di catturare specifici animali. La terza la conosciamo solo tramite il nuovo menu delle quest che è stato introdotto, di cui parleremo più avanti, e in questa prova non abbiamo avuto modo di incontrarla. È stato poi aggiunto un altro curioso, ed originale, metodo per la generazione delle quest: durante le nostre esplorazioni, potrebbe capitare di trovare degli oggetti che brillano alla luce del sole. Spesso quest’ultimi sono bottiglie con dentro delle mappe o degli indizi circa isole ricche di tesori. Un’aggiunta simpatica che aggiunge non poca imprevedibilità all’esplorazione. Tornando agli avamposti abbiamo constatato anche qui con gioia che finalmente ogni rifugio ha i suoi pirati. Anche se le funzioni che svolgono sono sempre le stesse(commercio) sicuramente il vedere facce nuove man mano che si viaggia rende tutto più godibile e vario, cosi come graditissima è stata l’aggiunta della fauna locale: in generale nel mare incontreremo gruppi più o meno grandi di pesci, che variano tra mare aperto e riva.

Oltre a loro sono stati aggiunti anche altri animali che si possono incontrare durante i viaggi, come galline e maiali (legati principalmente alle quest relative all’alleanza dei mercanti, che però contribuiscono a popolare in maniera simpatica e del tutto spontanea il mondo di gioco. Un’altra importante novità è quella relativa agli avamposti degli scheletri: mentre durante le vecchie prove capitava che un fortino casualmente incontrato aprisse il fuoco contro di noi, ora finalmente questa cosa è stata regolata in maniera differente e non più casuale: quando solcheremo per mare, potremo notare un enorme teschio con gli occhi che si illuminano nel cielo. Quel teschio rappresenterà la posizione di un fortino attivo difeso da orde, nel vero senso della parola, di scheletri che racchiude una lautissima ricompensa. Questo tipo di avventura sottolinea quanto cambi l’esperienza in base al numero di giocatori: avventurarsi in solitaria, ma anche in due, verso questo tipo di fortezze è sinonimo di suicidio data la difficoltà decisamente elevate di queste fortezze, anche perché questi luoghi diventano spesso ritrovo di moltissimi giocatori, creando situazioni di caos incredibilmente divertenti e adrenaliniche. Di carne al fuoco ce n’è davvero moltissima ed era quello che speravamo. Siamo convinti che in futuro Sea of Thieves ha grandi margini di crescita in termini di varietà e profondità, ma possiamo dire con una buona dose di certezza, in attesa delle recensione sulla versione finale del gioco, che la quantità di attività presenti nel gioco è più che soddisfacente.

I dettagli che fanno la differenza

Nelle sue prime release, Sea of Thieves appariva come un gioco già ad un buon punto dal punto di vista tecnico e della sua componente tridimensionale, mentre invece mostrava decisamente il fianco in termini di interfacce e menù di gioco: avevamo giusto l’inventario degli oggetti e delle missioni, mentre tutto il resto erano solo abbozzato, come l’interazione con gli npc era praticamente ridotta all’essenziale senza nemmeno i dialoghi. Oggi che il titolo è prossimo alla sua versione finale, possiamo dire che i miglioramenti apportati sono decisamente profondi e aiuteranno moltissimo i giocatori durante le prime fasi di gioco, senza però minimamente intaccare quella libertà di “movimento” che è alla base del titolo. Fin dall’avvio, i menù compaiono decisamente più accattivanti, intuitivi e piacevoli alla vista, così come i dialoghi introdotti con gli npc risultano pratici e privi di informazioni non utili. Con ogni personaggio avremo la possibilità di vedere che cosa vende, chiedere quale sia il suo mestiere o scambiarsi qualche battuta in pieno tono piratesco. Nulla di obbligatorio e lento, ma certamente neanche, per il momento, di profondo o enigmatico: diciamo che questo utilizzo dei dialoghi compensa in maniera ingegnosa l’assenza di un tutorial in maniera esauriente, risparmiando una fase che di solito ai giocatori è piuttosto indigesta.

Sempre restando nell’ambito dei menù, ne è stato introdotto uno che, personalmente, aspettavamo e non poco: quello relativo alle quest e all’esperienza del personaggio. Da questo menù possiamo monitorare continuamente il nostro livello relativo alle tre gilde presenti e gli obiettivi specifici completabili con ognuna di queste e in aggiunta possiamo controllare quale quest abbiamo accettato e che siano quindi votabili una volta a bordo della nave. La sensazione è proprio quella del puzzle che sta venendo messo tutto assieme, restituendo un’immagine ben precisa del gioco: libertà senza vincoli per chi preferisce, ma anche “registri” con cui tenere d’occhio la situazione per i più precisi. A questo si aggiungono delle nuove grafiche che rendono più specifiche le località che si visitano: gli avamposti vengono presentati con dei particolari verde acqua quando ci avviciniamo, mentre ad esempio i forti degli scheletri presentano un colore rosso a testimonianza del pericolo, così come il giallo è il colore delle quest dei cercatori d’oro, mentre il blu è quello dei mercanti. Come anticipato prima, tutto sta andando al proprio posto e il risultato finale che comincia a presentarsi è quello di un gioco che sembra curato nei minimi dettagli e che lascia davvero poco al caso. Spendiamo qualche parola anche per quel che riguarda il comparto tecnico e la tenuta dei server: per quanto riguarda il primo, il mondo di gioco non solo compare finalmente come pieno di possibilità e di dettagli che lo rendono decisamente più credibile oltre che piacevole, ma il tutto è mosso senza alcuna incertezza dalla console (abbiamo effettuato le prove su Xbox One X). I colori sono unici e la risoluzione a 4K nativa con HDR rende il tutto davvero una gioia per gli occhi e sottolinea la bontà dello stile grafico adottato, che in particolar modo di giorno nel mare riesce a regalare emozioni solo alla vista. Per quanto riguarda i server, aldilà di qualche piccolo lag che si è raramente presentato, non ci sono sembrati presenti particolari problemi e questo ci rende fiduciosi in vista del lancio ormai alle porte.

Conclusioni

I progressi che Sea of Thieves ha compiuto attraverso le varie release sono davvero encomiabili: partendo da un mondo piccolo e ancora grezzo, gli sviluppatori sembrano essere riusciti a raggiungere un compromesso notevole tra dimensione e profondità del mondo di gioco, fugando in quest’ultima prova molti dei dubbi più importanti che ci portavamo dietro dagli scorsi test. L’ultima grande incognita è legata al supporto e alla longevità che il titolo saprà regalare ai giocatori e molto in questo risiede nelle mani degli sviluppatori: siamo certi che se il gioco riscontrerà un buon successo, gli sviluppatori potranno realizzare fino in fondo il gioco che hanno mente. Ci lasciamo dunque dopo un ‘antipasto’ decisamente valido che ci ha lasciato con molte più certezze che dubbi, in attesa di capire con la nostra recensione di Sea of Thieves se il menù offerto da Rare è quello tipico delle produzioni stellate o se si rivelerà una delusione.

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