NiOh 2 Closed Alpha - Hands-On

Annunciato, atteso, stravolto, testato, ma alla fine NiOh riuscì a sfuggire da quel limbo in odor di vaporware che sembrava accompagnarlo da anni, riuscendo ad elevarsi (secondo il mio modesto parere) al rango di eccellente esponente del genere soulslike. Di certo gran parte dei meriti andavano da ritrovare in quel Team Ninja, veterano del genere hack’n slash, che aveva saputo declinare in modo interessante e riuscito la propria decennale esperienza in un mood decisamente atipico. È per questo motivo, a cui si aggiungono le parole spese in fase di recensione, che scorgere nella mia casella di posta elettronica l’invito per partecipare alla closed alpha di NiOh 2 mi aveva riempito di gioia.

Inspirare ed espirare

La breve cinematica che ci accompagna sino al menu principale è più che sufficiente a trasportarci, ancora una volta, nell’oscuro mondo tipicamente nipponico che abbiamo imparato ad amare un paio di anni fa: un universo in cui demoni e samurai se le danno di santa ragione, ovviamente in un tripudio di sangue, morti e imprecazioni varie. C’è però un iniziale punto di rottura in questa formula che, abbandonando il buon William, ci vedrà intenti a dare forma al nostro personale avatar, scegliendo (si suppone, a vedere le opzioni non accessibili) tra un discreto set di personalizzazioni. L’alpha test, comunque, ha ovviamente preferito concentrarsi sull’azione, pertanto non appena la mia letale spadaccina si è palesata sullo schermo, non ho fatto altro che tentare di riportare alla mente i duri insegnamenti che il predecessore del futuro NiOh 2 si era barbaramente prodigato ad impartirmi a tempo debito. E sotto questo aspetto c’è da dire che la creatura Team Ninja non sembra essere cambiata di una virgola, puntando tutto sul frenetico combat system basato sulle tre differenti stance, oltre che sull’oramai celebre gestione/recupero del Ki. Per i neofiti che non hanno voglia di recuperare i miei articoli precedenti (buuuh!), posso solo dire che tutto ruoterà attorno all’utilizzo del classico binomio colpo normale/potente, la cui potenza e rapidità saranno gestite dalla postura (alta, media o bassa) che potremo impostare in qualsiasi momento, anche nel bel mezzo di una combo. Ovviamente lo spamming selvaggio degli affondi non sarà consentito, visto che ogni fendente consumerà una dose di Ki, l’equivalente della canonica stamina. La cosa peculiare, però, sarà che premendo un apposito pulsante con il giusto tempismo, potremo recuperare l’energia spesa, così da dare vita ad una sequela di colpi molto più ampia del consentito. Il flow degli assalti, dunque, assume un ruolo di primaria importanza, ed in questo senso il primo approccio con NiOh 2 non ha lasciato il campo a particolari stravolgimenti. Lo stesso si può dire della gestione dell’inventario, in cui confluiranno i corposi drop omaggiatici dai nemici che trucideremo senza pietà, ovviamente ognuno dotato del proprio moveset (nel caso di armi) e caratteristiche peculiari (per quanto riguarda le parti di armatura).

Nuovi amici

Quel che cambia, da quanto visto sino ad ora, è ciò che contorna l’azione vera e propria, data la presenza di un nutrito gruppo di spiriti nuovi, che andranno ad affiancare i già amati Kodama. Il cast inedito di apparizioni andrà a fornire, come nel caso di alcuni gattini, peculiari bonus temporanei, ma non mancheranno anche nuovi amici che, in cambio di particolari item, potranno ricompensarci generosamente. Interessante anche la gestione degli spiriti guardiani, che potranno essere potenziati per mezzo delle anime che lasceranno cadere determinati avversari e che, una volta purificate presso un santuario, ci garantiranno nuovi boost. Questi aiutanti divini, inoltre, ci permetteranno di utilizzare un nuovo attacco speciale, che andrà ad affiancarsi al classico rage mode che potremo attivare una volta riempito l’apposito indicatore. Il colpo inedito, invece, funzionerà come se fosse un consumabile qualsiasi, ed il numero dei suoi utilizzi sarà legato ad una peculiare barra di energia. Presente, inoltre, anche la possibilità di trasformarsi in uno Yokai vero e proprio, anche se per approfondire questa nuova meccanica converrà attendere la release finale. Interessante anche il nuovo sistema di evocazione, che sarà adesso svincolato dal solo utilizzo dei santuari: il terreno di gioco, difatti, sarà disseminato di echi blu che, donando un determinato quantitativo di Tazze Ochoko, ci consentiranno di evocare immediatamente il player corrispondente, il tutto in perfetto stile Souls. Ovviamente anche noi potremo a nostra volta lasciare sul campo il nostro bravo marker, così da poter essere evocati al bisogno. Ampliato anche lo skill tree a nostra disposizione che, richiamando la mai troppo dimenticata Sferografia, presenta una complessità molto più ampia e personalizzabile di quella vista in precedenza. Le missioni presenti in questo alpha test non sono certo sufficienti per dare un giudizio assoluto, ma il primo incontro ha evidenziato un level design sicuramente interessante, come intriganti sono risultati essere i nuovi componenti del bestiario. Pochi stravolgimenti, invece, hanno investito il comparto grafico, che è apparso sostanzialmente immutato e presenta ancora la possibilità di privilegiare frame rate o estetica.

NiOh 2 sembra avere tutta l’intenzione di proseguire lungo il cammino tracciato dal suo predecessore, limitandosi ad alcuni leggeri accorgimenti volti ad ampliare e migliorare un impianto di gioco già in origine molto soddisfacente. Le nuove feature, pur non snaturando l’essenza generale, sembrano essere ben disposte ad amalgamarsi nel contesto, risultando interessanti e funzionali. A voler proprio essere pignoli si potrebbe fare le pulci ad un’estetica non proprio irresistibile, in tutto e per tutto figlia del proprio passato, ma se questo è il prezzo da pagare per avere un level design che sembra voler superare quanto già visto in precedenza, possiamo anche chiudere un occhio.

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