Dai Hideo, non fare Kojì! - Articoli

Ma quanto gli vogliamo bene a Hideo Kojima?
Ci ha regalato quel capolavoro bellissimissimo di Metal Gear Solid, in un'epoca in cui il massimo dello stealth lo aveva raggiunto Super Mario che sfuggiva ai nemici saltandogli sulla testa.
Il primo Metal Gear Solid, quello dove per battere Psycho Mantis avevi SICURO sentito la soluzione in giro, perchè altrimenti ANCORA OGGI stavi lì a girargli intorno (ed il primo che dice di esserci arrivato da solo gli facciamo bere 10 casse di acqua Bertier).
Hideo, quello che ti fa attendere con la bava alla bocca l'uscita di PS2 per vedere Metal Gear Solid 2. Ci toglie Snake e ci mette come protagonista Raffaella Carrà, con una serie di boss uno più pezzente dell'altro ed un'ambientazione da spararsi in bocca dopo due ore (ma anche meno, al solo pensiero di quei corridoi mi viene un'embolia).
Poi però è il Kojima che ti tira fuori Snake Eater, col protagonista più fico di tutti i tempi ed una serie di meccaniche di gioco una più geniale dell'altra... E lì ti devi inchinare perchè effettivamente di meglio non si poteva fare.

Ma quanto gli vogliamo bene a Hideo Kojima?
Ci ha regalato quel capolavoro bellissimissimo di Metal Gear Solid, in un’epoca in cui il massimo dello stealth lo aveva raggiunto Super Mario che sfuggiva ai nemici saltandogli sulla testa.
Il primo Metal Gear Solid, quello dove per battere Psycho Mantis avevi SICURO sentito la soluzione in giro, perchè altrimenti ANCORA OGGI stavi lì a girargli intorno (ed il primo che dice di esserci arrivato da solo gli facciamo bere 10 casse di acqua Bertier).
Hideo, quello che ti fa attendere con la bava alla bocca l’uscita di PS2 per vedere Metal Gear Solid 2. Ci toglie Snake e ci mette come protagonista Raffaella Carrà, con una serie di boss uno più pezzente dell’altro ed un’ambientazione da spararsi in bocca dopo due ore (ma anche meno, al solo pensiero di quei corridoi mi viene un’embolia).
Poi però è il Kojima che ti tira fuori Snake Eater, col protagonista più fico di tutti i tempi ed una serie di meccaniche di gioco una più geniale dell’altra… E lì ti devi inchinare perchè effettivamente di meglio non si poteva fare.

– Vedo che ti piace leggere le rubriche di Console-Tribe!
– Maledetto, smettila di leggermi nel pensiero!

Passano gli anni però e le capocce dei fan si intasano di migliaia informazioni tra cloni, controcloni, computer che controllano il mondo, nanomacchine, braccia mozzate che tornano e prendono possesso di pistoleri baffuti, tripli giochi, giochi senza frontiere e tutta una serie di soluzioni narrative pasticcione e inutilmente criptiche.

Kojima si rende conto che FORSE ha messo su un trama un tantinello complicata da capire, con altre, più o meno, quattordici sottotrame che devi necessariamente capire per non perdere il filo degli avvenimenti principali. Roba che un film cecoslovacco era più comprensibile, soprattutto con sottotitoli in tedesco.
Con l’avvento di PS3 quindi, Kojima-san, era chiamato alla sua sfida più dura: tirare le fila di una trama che andava avanti più o meno da 20 anni (contando anche i due capitoli usciti per MSX2). Roba mica da ridere.

Eccoci quindi a Metal Gear Solid 4 (dopo un altro prequel uscito su PSP, il dimenticaile Portable Ops). E qui, mi spiace dirlo, ma hai volato un tantinello troppo alto, caro il mio bel ragioniere.
Il gioco, nonostante rappresenti la summa massima di tutta la filosofia alla base di MGS, ha un piccolissimo difetto: si gioca per 10 minuti e si guardano mezz’ora di filmati. Questo praticamente fino alla fine.
Capiamoci: tutto molto bello, tutto molto epico ma tutto molto eccessivo. Kojima la fa fuori dal vaso ed oltre a trovare, spesso, soluzioni farraginose e un pò forzate per portare avanti una storia diventata ormai più grande di lui, ha pure l’arroganza di voler mostrare anche il suo “talento” registico, diluendo i filmati con dozzine su dozzine di inquadrature.
Kojima insomma si piace troppo e alla fine MGS4, pur confermandosi a suo modo un capolavoro, lascia molti punti in sospeso, mascherati abilmente da delle carrambate eccezionali, giustificate da altrettante mandrakate che non fanno che confondere ancora di più l’incasinatissimo script messo in piedi dall’occhialuto giapponese.

Non contento, Kojima, si concede anche il lusso dell’ennesimo prequel su PSP, Peace Walker, bellissimo per carità, ma che non fa che aggiungere altra roba al calderone e alla sezione Trama di wikipedia.
A più riprese Kojima ha ammesso di non essere pienamente soddisfatto di come si è evoluta la sua creatura… Ma va?? C’è gente, compreso il sottoscritto, che non ha ancora capito chi cazzo sia Gray Fox!

Tutto questo amarcord per dire cosa?
E’ notizia di pochi giorni fa, infatti, che il buon Hideo abbia espresso tutta la sua frustrazione davanti al primo trailer di gameplay di GTAV, affermando che nemmeno l’imminente MGS5 riuscirà mai a eguagliare un tale livello qualitativo, nonostante abbia pescato a piene mani dal repertorio Rockstar (non è un mistero che molti fan abbiano notato una LIEVISSIMA somiglianza con Red Dead Redemption nelle scene di gameplay a cavallo di Phantom Pain).
A noi fa un pò di tenerezza vedere Kojima riconoscere, a suo modo di vedere, una sconfitta così grande. E’ pur vero però che a Rockstar non frega un beneamato kaiser di far vedere (anche se si vede eccome) che ha sceneggiatori di un certo livello (molto migliori di Kojima se vogliamo dirla tutta) o di saper mettere insieme delle storie che a Hollywood potrebbero tranquillamente dare la paga a gran parte dei blockbuster prodotti o in produzione…

Dai, non fare quella faccia…

A Rockstar interessa il giocatore. Vuole farlo divertire, vuole farlo immergere in un mondo che non dimenticherà. Kojima è l’esatto contrario: lui vuole far vedere se stesso, vuole specchiarsi nel suo ego sconfinato, permettendosi, a più riprese, di sopravvalutare di molto il suo talento.
Poi però torna sulla terra, di tanto in tanto, e fa affermazioni sportive ed oneste come questa che, però, alla fine della fiera gli fanno fare solo la figura del rosicone e un pò anche del babbeo, visto che non si può paragonare direttamente un sandbox con quello che, fino a prova contraria, è ancora uno stealth game.
Che lo sappiamo tutti che in fondo Hideo, il fatto che non gli fanno fare sto cavolo di Zone of the Enders 3, se lo è legato al dito e ogni volta che può sfoga tutta la sua frustrazione per questo fatto, povera stella.

P.S. In GTA è vero che dopo una strage te la cavi con una notte in galera…Ma come fa Snake a tirare fuori dalla tasca un bidone industriale da 80 litri dove nascondersi? Dopotutto per infinocchiare gli idioti di guardia basta uno scatolone!